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Barletta

«Porta a porta»
resta solo il flop

«Dopo i primi ottimi risultati, qualcuno pensava bastasse dormire sugli allori»

«Porta a porta»resta solo il flop

BARLETTA - Raccolta differenziata tre anni dopo. «A febbraio 2016 - sottolinea Irene Pisicchio, ex assessora all’Ambiente quando nell’ottobre 2014 partì il “porta a porta” - scrissi che sarei tornata sull’argomento qualora il successo dell’iniziativa barlettana, prima nella Puglia e quarta a livello nazionale tra i grandi comuni oltre i 50 mila abitanti, avesse perso punti percentuali, tradendo quelle gestualità quotidiane dei suoi cittadini. Promisi un intervento qualora mi fossi resa conto che l'azione di indirizzo non fosse stata tradotta in risultati concreti mettendo a frutto possibili modifiche migliorative del servizio grazie all’esperienza quotidiana accumulata, già all'epoca, e alle reali esigenze».

«I presupposti per un ulteriore balzo in avanti nella qualità del servizio offerto alla città - aggiunge Pisicchio - c’erano tutti. A cominciare dai risultati raggiunti dalla Barsa, unica azienda partecipata sana e solida che proprio grazie al porta a porta era riuscita a migliorare la propria immagine presa in considerazione anche altrove. Da allora, purtroppo, è evidente che questi presupposti siano evaporati come brezza alle prime luci del mattino. Quella che doveva essere una guida salda e lungimirante sì è persa nel gioco dell'oca: un lancio di dadi errato e si torna al punto di partenza. E persino la comunicazione è tornata all’antico, puntando sulle stesse, identiche "coreografie". Bene. Anzi male, malissimo. Il porta-a-porta a Barletta è stato un parto sofferto di un figlio non voluto, lo ricordo bene».

Ancora: «Guardando indietro è stato quasi un azzardo l’invito a crederci con tutti i cittadini. La storia di questi ultimi due anni racconta di proclami e interventi in consiglio comunale, accompagnati da delibere di giunta comunale al solo scopo di anestetizzare la coscienza dei cittadini e la volontà politica una volta superata la fatidica soglia del 65% di raccolta differenziata e la scongiurata ecotassa regionale. La percentuale sta scendendo, i dati sono pubblici, e la cecità amministrativa assoluta. E non è possibile per me oggi fare finta di nulla. Forse qualcuno ha creduto che la delega all’Ambiente, in questo caso quella relativa all’Igiene urbana, fosse, dopo quell’importante lavoro, un letto già fatto dove coricarsi e dormire beati. Tanto, tutto poteva andava avanti autonomamente».

Invece, «si è passati dal sonno ristoratore all’eterno riposo, esattamente come da me già preannunciato perché non si può dimenticare che il porta a porta a Barletta è la vera, unica, concreta azione innovativa che possa vantare questa Amministrazione. Insomma, non è stato il solito, mero, atto conseguenziale rinveniente dalle precedenti Amministrazioni. Del resto è nota la corsa a ritirare le attestazioni di visibilità politica nel corso degli Stati Generali del Sud per la Raccolta Differenziata, che hanno riconosciuto Barletta come unica eccellenza del meridione. Bene. Anzi male, malissimo.

Qualcuno evidentemente pensava che per mantenere quelle gloriose percentuali di raccolta bastasse dormire sugli allori senza mettere in campo ulteriori azioni concrete e di continua comunicazione civica ambientale. O che l’annuale progetto Ettorino, ahimè, fosse il momento di grande ricaduta sulle scuole».

E poi: «È sotto gli occhi di tutti che la percentuale sta diminuendo, invece di aumentare senza aver voluto sviluppare le modifiche sull’inserimento di un secondo giorno per la raccolta della carta, o con l’adeguamento degli orari alle esigenze del centro cittadino e dei suoi commercianti, solo per citare alcuni esempi, a cui potrebbero aggiungersene molti altri. Invece nulla. Anzi, peggio: si resta fermi».

Conclusione: «Solo il 13 ottobre, infatti, a tre anni dall’avvio del “porta a porta” in tutta la città, invece di creare per l'occasione un momento per fare il punto della situazione e annunciare fatti concreti per nuovi sproni, non si è ritenuto fare nulla senza che nessuno si accorgesse neppure che la percentuale sta perdendo quota, mentre la tassa sui rifiuti aumenta facendo perdere entusiasmo ai cittadini che quotidianamente devono correttamente impegnarsi per differenziare. E su questo argomento attendevano legittime premialitá di riduzione, in più sedi promesse, quale riconoscimento per la fiducia accordata da parte di tutti i barlettani per l’aver saputo essere cittadini orgogliosi e capaci di meritarsi attenzioni e rispetto. La promessa, un principio di etica imprescindibile per la società civile. La sua caratteristica principale era prendersi un impegno e mantenerlo. Si chiamava, e a volte ancora capita, “parola data”. Chi usava la parola data dava assoluta priorità all’impegno preso».

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