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Giovedì 23 Novembre 2017 | 02:51

movimento bisceglie civile

«Serve rilancio dei beni culturali
e realizzare una rete museale»

dolmen la Chianca di Bisceglie

di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - «È necessario un rilancio dei beni culturali a Bisceglie, creando una rete museale». Il movimento “Bisceglie Civile – proposte per la città” esprime le sue critiche verso l’amministrazione comunale perché, con l’ex sindaco Spina, avrebbe disatteso le linee politico - programmatiche sul tema, depositate all’inizio del suo mandato nel 2013. Infatti nel documento ci si proponeva di «assicurare una migliore fruizione dei siti di valore storico ed artistico, nonché degli spazi museali anche inserendoli in una rete organica comprendente i diversi musei e prevedeva l’attivazione di un percorso guidato archeologico: dolmen, grotte Santa Croce, orme di dinosauro».

Invece la realtà è un’altra: il museo diocesano è visitabile solo previa prenotazione; il museo archeologico comunale è normalmente chiuso e viene aperto su richiesta e sulla base della disponibilità di personale comunale volenteroso, fuori servizio nei giorni festivi, quando più folta si suppone la presenza turistica. «Per quanto riguarda il museo etnografico, gestito dall’Archeoclub e visitabile in orari abbastanza stabili, ci risulta che la convenzione per l’affidamento della torre normanna in cui è allogato sia scaduta nel 2015 e non ancora rinnovata – dice Grazia Amoruso, portavoce di Bisceglie Civile – mentre il museo del Mare non prevede orari di apertura fissi e la sua fruizione è affidata alla cortese disponibilità di chi ne conserva le chiavi e mette a disposizione tempo e conoscenze per farne conoscere al pubblico la collezione, inoltre il nuovo e interessante percorso multisensoriale “Dalla terra al mare”, realizzato dal GAL Ponte Lama presso Palazzo Tupputi e inaugurato a febbraio 2016, è chiuso ormai da molti mesi”. Inoltre si evidenzia che “non esistono percorsi guidati di alcun genere, ad eccezione delle proposte volontariamente realizzate da alcune associazioni locali e che l’ufficio IAT ha chiuso dal 1 gennaio 2017, poiché la convenzione tra il Comune di Bisceglie e l’agenzia “Obiettivo Turismo” non è stata rinnovata».

«È una situazione insostenibile per una città che voglia definirsi turistica ed invece non attribuisce un minimo valore al proprio patrimonio storico, artistico e archeologico – dice la portavoce Amoruso - considerati questi presupposti e nella prospettiva di puntare ad una effettiva crescita turistico-culturale della nostra città, “Bisceglie Civile” chiede che il Comune applichi l’articolo 113 bis, comma 3, D. Lgs. n. 267/2000, secondo cui gli enti locali possono procedere all’affidamento diretto dei servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate».

In particolare “Bisceglie Civile” chiede che, nell’immediato ed in via transitoria o parziale, il Comune stipuli (o rinnovi) apposite convenzioni con le associazioni locali (Arci, Auser, Archeoclub, Legambiente) firmatarie del Protocollo del 5 ottobre 1999 predisposto dal Mibact, che prevede «il possibile ricorso al contributo dei volontari in numerose attività fra le quali: il prolungamento dell’orario dei musei, l’ampliamento dei servizi culturali e di accoglienza anche in occasione di mostre, la sistemazione di archivi e cataloghi, la realizzazione di circuiti assistiti nei siti archeologici».

Tali convenzioni consentirebbero di garantire l’apertura, in orari certi e prestabili, di tutti i musei comunali, attraverso la valorizzazione delle risorse del volontariato locale. “Bisceglie Civile” propone e chiede, inoltre, che, nel breve-medio termine ed in via definitiva, il Comune assuma l’iniziativa di costituire una Fondazione avente per scopo la realizzazione e la gestione di una rete museale. «Come moltissimi esempi italiani dimostrano, la strutturazione di poli museali con ticket unico e servizi aggiuntivi di qualità permette di trasformare trascurate e deserte collezioni in luoghi di aggregazione, oltre che di promozione turistica e approfondimento culturale, tutti obiettivi che ci sembrano fondamentali per la nostra comunità – conclude la nota - la Fondazione dovrebbe dotarsi di personale accuratamente selezionato e in grado di occuparsi sia degli aspetti gestionali e di marketing turistico, sia della crescita culturale delle piccole realtà museali locali (attraverso il finanziamento di ricerche, la pubblicazione di materiale di studio e divulgativo, l’organizzazione di mostre temporanee e di attività didattiche per le scuole) ed erogare servizi culturali aggiuntivi, tra i quali assumerebbe una particolare importanza quello di guida turistica, orientato all’offerta di un servizio turistico culturale attraverso la calendarizzazione di visite guidate nel territorio urbano e rurale».

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