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Martedì 24 Ottobre 2017 | 04:14

i territori delle due città inseriti nel consorzio

Spinazzola e Minervino
puntano sulla lenticchia Igp

Spinazzola e Minervino puntano sulla lenticchia Igp

di ROSALBA MATARRESE

SPINAZZOLA - Presto la lenticchia di Altamura potrà fregiarsi del marchio Igp. Un risultato importante anche per Spinazzola, inserita nel Consorzio per la valorizzazione e promozione del prelibato prodotto. Infatti è stata pubblicata il 24 di agosto su Gazzetta Ufficiale Europea la registrazione della denominazione “Lenticchia di Altamura” ai fini della IGP. la pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda ai sensi del regolamento (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio. L’opposizione può avvenire da tutti gli stati membri tranne l’Italia, nei 90 giorni successivi alla pubblicazione stessa. A partire dal 24 di novembre prossimo, se nessun paese membro si dovesse opporre (dal Mipaaf i funzionari dicono che non è mai successo per i prodotti ortofrutticoli) la Commissione procederà con l’inserimento della “Lenticchia di Altamura” nell’elenco dei prodotti ad Indicazione Geografica Protetta. il Direttore del Consorzio, prof. Gerardo Centoducati afferma che “pur considerando i tempi necessari a tradurre nelle diverse lingue dell’Unione Europea la documentazione per l’inserimento dell’elenco delle DOP e delle IGP, ritengo che per il prossimo cenone di capodanno, potremo finalmente vantare della IGP la Lenticchia di Altamura.”Certi della documentazione storica raccolta, e del lavoro scientifico che comprova le caratteristiche del prodotto e la relazione con il territorio, consapevoli del lavoro svolto assieme ai funzionari Ministeriali, gli agricoltori associati, senza attendere il parere dell’unione arrivato ieri con la pubblicazione, decisero già nel mese di gennaio di fondare il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Lenticchia di Altamura, in cui sono inseriti anche Minervino e Spinazzola per il nordbarese.

Questo è stato fondamentale per avviare già quest’anno importanti produzioni di lenticchia certificata (ricordiamo l’unica che si può chiamare “Lenticchia di Altamura” senza incorrere in frode in commercio) e per poter offrire supporto tecnico ed amministrativo agli agricoltori interessati a produrre qualità per differenziare le loro produzioni e garantirsi maggiore reddititività agricola.

“E’ un traguardo importantissimo per il mondo agricolo pugliese e lucano,” afferma il Presidente del Consorzio, Antonio Nisi che aggiunge “ma rimane solo il punto di partenza per un Consorzio che deve porsi come obiettivo quello di tutelare e valorizzare il prodotto in modo da garantire stabilmente economia al territorio ed alle imprese agricole per il futuro senza che le speculazioni di mercato possano compremetterla.”

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