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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 14:02

Arrestato un 41enne

Canosa, perseguita e minaccia
il fratello che lo ha licenziato

Ad aprile incendiò anche l'auto della cognata: aveva trasformata la vita dei congiunti in un incubo

Canosa, perseguita e minacciail fratello che lo ha licenziato

GIANPAOLO BALSAMO

CANOSA - Altro che amore fraterno. Vincenzo Turturro, 41enne di Canosa aveva trasformato la vita del fratello, un imprenditore canosino, in un vero incubo. Il fatto che lo avesse assunto e poi licenziato probabilmente aveva innescato nel 41enne un odio sproporzionato nei confronti del suo germano, ex datore di lavoro. Tanto da vessarlo in continuazione, minacciarlo («Devi fare una brutta fine», «Apri gli occhi che ti faccio saltare in aria con tutta l’azienda») ed aggredirlo anche fisicamente.

Gli episodi susseguitesi nel tempo e denunciati avevano sortito una diffida a compiere ulteriori vessazioni nei confronti dell’imprenditore e della sua famiglia. Ma in realtà, per nulla contento di essere stato denunciato, Vincenzo Turturro aveva continuato a perseguitare il fratello («A me non me ne frega niente che sei andato a denunciarmi ai carabinieri, non mi fai paura»), trasformando la sua esistenza in un calvario, causandogli un grave stato di ansia e costringendolo anche ad alterare le sue abitudini di vita.

Finché, lo scorso mese di aprile, lo stesso Vincenzo Turturro (in compagnia del 23enne Pasquale Di Gennaro, anche lui già noto alle forze dell’ordine) incendiò l’autovettura della cognata (moglie del fratello imprenditore) che era parcheggiata in via Caracciolo. Le fiamme, oltre che divorare l’autovettura, causarono danni agli edifici vicini (anche il crollo del pianerottolo in pietra) mettendo in serio pericolo soprattutto gli anziani occupanti (uno anche con problemi di deambulazione) di un’abitazione sovrastante. In quella circostanza ne uscirono malconci anche alcuni poliziotti intervenuti, insieme ai vigili del fuoco, per sedare l’incendio e mettere in salvo gli anziani. Gli agenti, prontamente intervenuti, erano impegnati in alcuni servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore di Bari, Carmine Esposito.

L’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private installate in città consentirono poi agli investigatori della Polizia (coordinati dal vice questore aggiunto Raffaele Fiantanese del commissariato di Canosa), di ricostruire la condotta delittuosa dei due soggetti che si sarebbero avvicinati all’auto, poi incendiata, in ella ad uno scooter, intestato proprio a Vincenzo Turturro. Sarebbe stato invece il Di Gennaro ad avvicinarsi all’autovettura con una tanica piena di liquido infiammabile. Sulla base di queste prove e di altri elementi raccolti dagli stessi inquirenti, nei confronti dei due canosini il Pm Giovanni Lucio Vaira ha chiesto ed ottenuto dal gip Rossella Volpe una ordinanza di custodia cautelare che è stata eseguita dagli stessi poliziotti canosini.

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