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Lunedì 23 Aprile 2018 | 07:45

Flussi, parcheggi e mobilità sostenibile


Traffico a Barletta
adesso c’è uno studio

Traffico a Barletta adesso c’è uno studio

BARLETTA - La città può curarsi dal «mal di traffico»? Lo scopriremo in futuro. Intanto, sono iniziati i lavori per la redazione del Piano urbano della mobilità sostenibile. Altro che pannicelli caldi e mirati delle rotatorie a richiesta. Qui la roba si fa seria. Ma, proprio per questo, si farà mai? Vedremo.

Intanto, cittadini e rappresentanti di movimenti e associazioni hanno potuto partecipare al primo incontro di «analisi del traffico e della sosta sulla viabilità comunale a sopporto del Piano urbano della mobilità sostenibile». Lo ha redatto l’ing. Oronzo Fanelli (Go Mobility, Roma), che lo ha illustrato insieme all’ing. Stefano Ciruelli. Durante il confronto sono stati illustrati i risultati preliminari dell’attività di rilievo della mobilità e della sosta.

La campagna La campagna di rilievo è stata condotta nel periodo scolastico di maggio 2017 ed ha interessato in totale 36 punti di monitoraggio del traffico localizzati su tutto il territorio comunale. I 36 punti di monitoraggio sono stati suddivisi in 23 sezioni correnti e 13 intersezioni stradali.

Il monitoraggio delle sezioni correnti è stato condotto dalle 7 alle 21, per un totale di 14 ore continuative: così è stato ricavato l’andamento della domanda di spostamento in città.

Sono stati riscontrati tre picchi di domanda: al mattino, dalle 8 alle 9; a mezzogiorno, dalle 12.30 alle 13.30 e nel pomeriggio-sera, dalle 18.15 alle 19.15.

Il totale dei transiti rilevati in tutte le 23 sezioni, per le 14 ore di rilievo, risultano pari a circa 281.500 passaggi, di cui 92% autovetture, 5% veicoli commerciali leggeri ed il restante 3% bus e veicoli pesanti. Per quanto riguarda la velocità di transito sono state rilevate velocità medie di circa 40 km/h, che si mantengono pressoché costanti durante tutta la giornata, a meno di piccole flessioni intorno le ore 13.

La sezione più critica - La sezione più critica in termini di transiti totali all’interno dell’area compatta della città, risulta quella localizzata in via Nicola Parrili (nella zona nord ovest della città) con circa 25.500 passaggi bidirezionali. Via Parrili, infatti, costituisce un itinerario di collegamento tra la zona costiera di ponente e la zona a sud (dove è localizzato anche l’ospedale «Mons. Dimiccoli»), consentendo il valico della ferrovia.

Per quanto riguarda i rilievi alle sezioni cordonali, cioè aree di confine tra la città compatta ed il resto della città, sono state individuate sei postazioni di rilievo localizzate. Eccole: via Foggia, via Canosa, via Maffeo Barberini, via Dante Alighieri, via Andria e via Trani.

Complessivamente le sezioni di cordone, vengono attraversate da circa 70.000 veicoli in ingresso e in uscita, di cui il 95% sono veicoli leggeri e il restante 5% mezzi pesanti. Tra queste, la più carica è quella di via Trani, in prossimità di via della Misericordia, con circa 19.000 transiti tra ingressi ed uscita dalla città, dei quali circa 17.600 veicoli leggeri e i restanti 1.400 veicoli pesanti.

Il confronto - Da un primo confronto con i precedenti dati a disposizione dell’amministrazione relativi al 2011, emerge un lieve incremento di mobilità motorizzata pari a circa il 3% a discapito di una diminuzione della velocità media del 12%. Tale variazione indica che una progressiva tendenza di degradamento delle prestazioni di deflusso della rete stradale a causa della congestione veicolare.

Il monitoraggio alle intersezioni è stato condotto in tre fasce orarie di picco: mattina 7:00-9:00, mezzodì 12:00-14:00 e pomeriggio 17:00-19:00, desunte dagli andamenti dei transiti nelle sezioni correnti. Questo tipo di rilevamento ha permesso di monitorare tutte le manovre delle singole intersezioni.

Quanto traffico a nord ovest - Analizzando la somma dei flussi delle manovre in ingresso all’intersezioni, per le tre fasce orarie, risulta più carica l’intersezione tra via Antonio Violante-Via Foggia-Via Regina Margherita-Via Nicola Parrili, localizzata nel quadrante nord-ovest della città, con una media di circa 2.900 veicoli. Mediamente nelle altre intersezioni il traffico si attesta intorno ai 1.000/2.500 veicoli ora. Sempre facendo un confronto con i dati del 2011, emerge un lieve decremento pari al 2% del traffico motorizzato che insiste alle intersezioni, a riscontro del fatto che le intersezioni sono prossime ai livelli critici di capacità massima di deflusso veicolare.

L’offerta di sosta - L’indagine ha analizzato anche l’offerta di sosta dell’«area compatta» della città, delimitata a nord da via delle Mura, a est da via Andria, a ovest da via Luigi Dicuonzo a sud principalmente dalla ferrovia comprendendo anche la zona a sud della ferrovia stessa, tra via Canosa e via Madonna della Croce fino a via Izzi.

L’offerta di sosta risulta pari a circa 8.000 stalli suddivisi così: 1,4% sosta libera – 73,4% sosta non regolamentata – 13,0% sosta a pagamento – 0,2% sosta privata – 5,1% sosta riservata a residenti – 4,7% sosta per disabili – 2,1% sosta riservata ad altre categorie.

Il rilievo della domanda di sosta con il metodo della targa è stato applicato su 5 aree particolarmente significative: Via Cavour – Via Andria; Via Imbriani – Corso Garibaldi; Via Diaz – Via Indipendenza – Via De Nittis; Via Coletta – Piazza Caduti in Guerra; Via Chieffi. Per ogni area sono stati eseguiti sette passaggi: un passaggio notturno dalle 5 alle 6; tre passaggi mattutini dalle 9 a mezzogiorno; tre passaggi pomeridiani dalle 17 alle 20. «Il metodo della targa - hanno sottolineato l’ing. Fanelli e l’ing. Stefano Ciruelli - consente di determinare per ogni area rilevata: l’indice di occupazione e il bilancio domanda-offerta, la domanda distinta in “residenti” e “non residenti”, la durata della sosta e l’indice di rotazione dei parcheggi. Le condizioni più critiche in termini di bilancio tra offerta e domanda risulta l’area di via Chieffi dove la domanda di sosta supera l’offerta per gran parte della giornata».

E poi: «È stata condotta inoltre, un’analisi basata su Telematics Big Data generati dai veicoli con a bordo le scatole nere delle assicurazioni. I dati analizzati, totalmente anonimi e aggregati, rappresentano per il periodo di osservazione riferito al mese di ottobre 2016, un campione di circa l’8% sul totale del parco veicolare circolante nel comune. L’analisi è stata effettuata diversificando tra giorni feriali e giorni prefestivi/festivi. Per gli intervalli orari 7-9 (per i giorni feriali) e 17-20 (per i giorni prefestivi), sono state prodotte due tipologie di rappresentazioni: intensità della sosta e intensità della sosta pesata in funzione della durata. La prima rappresentazione ha evidenziato le aree più richieste/utilizzate per la sosta. La seconda, invece, evidenzia le aree dove la permanenza media delle auto in sosta risulta essere maggiore».

Le aree più frequentate - Dall’analisi si è potuto riscontrare che le aree centrali della città compatta risultano più intensamente frequentate, con una durata media dalle ore 7 alle 20 di circa 1 ora, a dimostrazione di una alta rotazione della sosta. Complessivamente come media su una giornata intera, la sosta di un veicolo risultata essere di circa 3 ore e 45 minuti.

La correlazione dei due tipi di dati, traffico e sosta ha riscontrato come la città sia in continuo movimento, prettamente con il mezzo privato. Infatti un’ulteriore confronto con dati di frequentazione del trasporto pubblico locale, ha evidenziato come gli utenti del mezzo pubblico risultano essere pari solo al 2% rispetto a quello privato.

Le attività ulteriori - Le attività di rilievo della mobilità motorizzata proseguiranno con un’ulteriore campagna di monitoraggio nella seconda metà di luglio, al fine di verificare le differenze stagionali ed indagare al meglio la mobilità lungo la fascia costiera.

«La redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile - hanno aggiunto i tecnici - è un atto di fondamentale importanza per l’amministrazione e non può prescindere dalle caratteristiche della città, sia dal punto di vista infrastrutturale e orografico che demografico. Al contempo risulta strategico per poter richiedere finanziamenti pubblici utili per la realizzazione di interventi e azioni atti a migliorare le condizioni attuali e uno sviluppo più sostenibile della mobilità dei cittadini».

Conclusione: «Gli obiettivi indicati dalla linee guida europee per i Piani urbani della mobilità sostenibile sono di tre macrotipi: sociali, ambientali e economici. Tali obiettivi verranno definiti insieme ai cittadini e a tutti i portatori di interesse, attraverso un processo di progettazione partecipata del piano che prevedrà incontri pubblici e spazi dedicati sul portale comunale per coinvolgere il maggior numero di cittadini. Si tratta solo del primo passo del lungo processo di partecipazione durante il quale si vuole informare la cittadinanza della sfida che attende la città nei prossimi mesi».

«Fusse che fusse davero la volta buona» per uscire dall’improvvisazione e provare a fornire una terapia degna di questo nome a una città da anni cronicamente ammalata di traffico?

r.dal.

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