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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:29

fabbricato già teatro di un tentato omicidio

Trani, si torna a sparare
colpi contro un edificio

Trani, si torna a sparare  colpi contro un edificio

di Nico Aurora

TRANI - Le indagini sono pienamente in corso. Allo stato non è ancora chiaro quanti colpi siano stati esplosi e di quale calibro. E, soprattutto che abbia premuto il grilletto e all’indirizzo di chi. Gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza mantengono il massimo riserbo su un episodio che torna a fare crescere la tensione in città, dopo che gli arresti operati all’inizio dell’anno dalla magistratura ed un certo periodo di tempo trascorso senza più fatti di cronaca avevano fatto ritenere che la situazione fosse tornata sotto controllo.

Ieri, invece, intorno alle 17.30, ignoti, forse a bordo di una moto e quindi con il volto coperto da un casco, hanno esploso alcuni colpi di pistola verso un fabbricato già teatro di un tentato omicidio, lo scorso 22 febbraio, in via Superga, nei pressi dell’intersezione con via Andria e piazza Vittime 11 settembre. Oggetto del fuoco, una porzione di palazzina tra un portone ed un bar all’ingresso del quale, già nei mesi scorsi, si era verificato un tentato omicidio risoltosi con la fuga del responsabile e le indagini e gli approfondimenti dei carabinieri sulla vittima designata scampata all’agguato, volto comunque noto negli ambienti della criminalità.

L’episodio si inserì in un contesto di crescente tensione che aveva visto nei giorni precedenti, il 12 febbraio, l’omicidio di Antonio Mastrodonato e, nei successivi, la definizione delle indagini relative allo stesso fatto di sangue con gli arresti spiccati dai magistrati della Procura di Bari, cui il caso fu affidato per le implicazioni di carattere mafioso. Il tentato omicidio di via Superga era finito, pertanto quasi relegato in secondo piano, ma la circostanza che oggi vede lo stesso luogo oggetto di una nuova pistolettata e, dunque, di un ennesimo fatto di cronaca, fa riemergere interrogativi ed accrescere nuovamente la tensione.

Peraltro, il fatto si inserisce all’indomani delle prime dichiarazioni rese da Vito Corda, nel carcere di Araino Irpino in cui è ristretto per ipotesi legate alle estorsioni in città, in qualità di aspirante collaboratore di giustizia. Le sue rivelazioni starebbero da una parte chiarendo il quadro degli inquirenti, dall’altra provocando reazioni da parte di chi teme, adesso, di essere più che mai chiamato in causa.

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