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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 00:30

la storia

Il viaggio della randagia «Kyra»
da Barletta al calore di una famiglia

Kyra

BARLETTA - «Il viaggio di Kyra»: non è la solita storia di una cagnetta recuperata e salvata da una vita di randagia, ma è la testimonianza di un amore trasmesso attraverso gli occhi e lo sguardo languido teso ad una voglia di vivere accanto agli esseri, a prescindere se animali o umani. Kyra viveva in una cava alla periferia di Barletta: sempre sola, di rado mangiava qualche avanzo del pasto di un operaio di buon cuore. Un giorno incontra lo sguardo di un “uomo in divisa”, che un pomeriggio di sabato senza pensarci tanto si prende cura di lei portandola via dalla cava. L’uomo chiede l’aiuto di Mariangela e Lara, due volontarie dal cuore d’oro. Kyra viene portata e curata da un veterinario, poi, ospitata per venti giorni in una splendida pensione per cani a Trani: qui nel parco gioca con altri suoi simili, si diverte, è tranquilla, ma quando la sera vede i suoi amici che l’hanno salvata, che la vanno a trovare per poi andare via, Kyra è triste, piange, non vuole stare sola, ha bisogno di affetto e calore, di una compagnia che vada oltre i suoi simili, un desiderio che traspare dagli occhi lucidi e dallo sguardo ammiccante.

Insomma Kyra non ha bisogno di un canile. Kyra merita una famiglia che possa farla felice e dargli la possibilità di vivere. Alle 5 di un mattino Kyra parte, accompagnata, fa un viaggio lungo, va al Nord: durante il tragitto le sue orecchie sono basse, trema, ha paura, ma arriva a destinazione, in un centro di accoglienza, lì ad aspettarla c’è una coppia. Kyra, incontra i loro sguardi, scodinzola, è felice, è amore reciproco! I tre si conoscono, passeggiano nel parco. La conoscenza si trasforma in un’intesa. Di qui, la decisione: la coppia adotta Kyra e l’accolgono nella loro villa. È un tourbillon di di emozioni. Kyra torna a sorridere, o forse, per la prima volta conosce il sorriso, e d’improvviso la sua vita conosce l’amore, lo splendore. Le orecchie di Kyra sono drizzate: ora ha una cuccia rosa, un lettino comodo, i piatti per mangiare, i giochi, un giardino col prato per il tempo libero, la pettorina per le lunghe passeggiate, la medaglietta al collo, è diventata una principessa. La storia non è favola, ma realtà. Il messaggio è chiaro: non comprate i cani per dare linfa al vergognoso commercio (spesso con la complicità dei canili). I cani, adottateli. [michele piazzolla]

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