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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 00:30

barletta

Videosorveglianza
c'è la manutenzione?

Mancano dati ufficiali, spetta alla Prefettura svelare il mistero

Videosorveglianza c'è la manutenzione?

Rino Daloiso

BARLETTA - Ma quanti sono gli impianti di videosorveglianza attualmente in funzione nei co-capoluoghi Barletta, Andria e Trani e, più in generale, nelle città dell’intera Provincia? Non si sa. Al momento, non ci sono comunicazioni ufficiali dalla Prefettura, che ha sede in via Cialdini. L’ultima conosciuta in merito è quella inviata dal prefetto Clara Minerva al parlamentare 5Stelle Giuseppe D’Ambrosio, che nel maggio dello scorso anno aveva sollevato il problema del cattivo o nullo funziomento del sistema, a Trani.

Così scriveva la rappresentante dell’Ufficio territoriale del Governo al parlamentare: «In relazione alla nota del 17 maggio 2016 con la quale era stata segnalata la perdurante inattività del sistema di videosorveglianza di Trani a causa della mancata assegnazione del servizio di assistenza e manutenzione per carenze finanziarie, La informo, sulla base di notizie acquisite dai competetnti uffici ministeriali, che, a seguito di gara aperta per la “Fornitura di servizi di aggiornamento tecnologico e di gestione tecnica, con metodologia full swap service”, per il ripristino e mantenimento in efficienza degli impianti di videosorveglianza urbana realizzati nell’ambito delle programmazioni “PON 2000-2006 e PON 2007-2013” - (Lotto 3: Impianti delle regioni Puglia e Basilicata), con decreto del 17 novembre scorso della competente Direzione centrale del Ministero dell’Interno, è stata disposta l’aggiudicazione alla Site spa con sede in Bologna. Sono pertanto in corso le procedure per la stipula del contratto, nel cui ambito la ditta esecutrice provvederà alla manutenzione dell’impianto della città di Trani».

E delle altre città della sesta Provincia, aggiungiamo noi. Ma, come dicevano in tv, la domanda viene da sè: a che punto siamo oggi?

Come si ricorderà, il caso della videosorveglianza di pubbica sicurezza spenta o a macchia di leopardo, è tornato alla ribalta dopo un incidente stradale in via Alvisi a Barletta: una donna è stata investita sulle strisce pedonali, l’uomo a bordo di una moto è fuggito, ma il suo legale non ha potuto acquisire alcuna immagine dalle telecamere di proprietà pubblica presenti in zona, perché non funzionanti.

Le procedure alle quali faceva riferimento il prefetto Minerva prevedevano una spesa di 2 milioni 840mila euro (oltre Iva) per il «lotto 3» dell’appalto ( Impianti delle regioni Puglia e Basilicata) e di 4 milioni 200mila euro (oltre Iva) per il «lotto 6» (Implementazione di una soluzione tecnologica per la messa in sicurezza e protezione della “rete dati” a servizio degli impianti di videosorveglianza delle regioni Campania, Puglia-Basilicata, Calabria e Sicilia). Nessuno aveva pensato che dopo l’installazione occorreva destinare risorse alla manutenzione. Disposta dal Viminale senza copertura finanziaria e successivo riconoscimento di debito fuori bilancio solo in una regione, «per garantire la funzionalità senza soluzione di continuità di detti sistemi nella sola Campania, a seguito di gravi episodi di criminalità».

Ma, oggi, qui come siamo messi? Ah, saperlo...

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