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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 10:53

il restauro

Trani, campanile ingabbiato
la città perde
per un po' il suo simbolo

trani campanile in restauro

di NICO AURORA

TRANI - Sono state le prime festività pasquali, dopo decenni, caratterizzate da una vista della cattedrale completamente trasformata a causa dei lavori in corso sul campanile del principale tempio romanico di Puglia: infatti, la torre campanaria è completamente ingabbiata da impalcature utili a suo restauro conservativo e architettonico. Nonostante ciò, i turisti sono arrivati a frotte e, per loro, anche vedere il campanile così è un evento storico. Storcono un po’ il muso gli sposi, che avevano prenotato il loro matrimonio in cattedrale sperando di avere la facciata completamente libera da ingombri, ma in fondo i lavori che oggi condizioneranno qualche foto della loro festa nuziale metteranno in condizione sicuramente i loro figli, e nipoti, di avere lo sfondo migliore possibile.

I LAVORI IN CORSO - Si tratta, specificatamente, di «lavori straordinari e indifferibili per opere di consolidamento, restauro e salvaguardia della torre campanaria della Cattedrale di Trani», disposti e finanziati dal Ministero delle attività culturali e del turismo, attraverso il Segretariato regionale del Mibact per la Puglia e la Soprintendenza archeologica delle belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia. Partiti da un importo a base d’asta di 291.000 euro, i lavori sono stati affidati, per 271.000, all’impresa “Galante restauri e conservazione opere d’arte“, di Mola di Bari. L’impresa subappaltatrice è la “Edilizia Di Ciommo“, di Trani. Il responsabile unico del procedimento è l’architetto Doriana De Tommasi, progettista e direttore dei lavori sono Lucia Patrizia Caliandro e Antonia di Marzo. L’ultimazione dei lavori, partiti all’inizio di aprile, è prevista il prossimo 30 luglio.

LA STORIA DEL CAMPANILE - Il campanile della cattedrale di Trani, alto circa 60 metri, fiancheggia la facciata del tempio. Cronologicamente più tardo rispetto allo stesso, fu realizzato da Nicolaus Protomagister, architetto e scultore già impegnato nella costruzione della cattedrale di Bitonto, a partire da 1230. Suo, probabilmente il progetto originale del campanile, di cui però egli innalzò solo il primo basamento ed i primi due piani, ornati di belle bifore ad arco tondo romanico, con una colonnina ciascuna, di cui non tutte conservano i capitelli originali. La torre campanaria poggia su un basamento parallelepipedo alto 13,25 metri ed aperto con archi a sesto acuto, e che sul lato nord si innesta alla fabbrica del duomo. Dopo un’interruzione di circa un secolo, i lavori ripresero nel 1313, anno in cui si portò a compimento la costruzione del terzo piano, in stile gotico. La torre fu poi completata solo nei 1365, come segnato nell’epigrafe custodita nel cupolino. Le condizioni statiche del campanile cominciano già a destare serie preoccupazioni nella prima metà del XVII secolo, circa quattro secoli dopo la sua costruzione.

I RESTAURI FINO AL 1900 - Nel 1846 furono murate le nicchie di base del campanile, al fine del suo consolidamento.
Nel 1879 il campanile fu riparato da danni causati da un fulmine che lo colpì il 27 luglio 1878.
Nel 1880 vennero sostituite le scale in legno, poste internamente al medesimo campanile, mentre i primi interventi sulla staticità dello stesso risalgono al periodo dal 1880 al 1893.
Nel 1891, a spese del Governo, fu riparato e rafforzato l’arco del basamento del campanile, mentre nel 1893 si ricostruì il soprarco basamentale e si eseguirono altri lavori di rafforzamento.
Nel 1903, ad opera dell’ingegner Sarlo, il campanile fu ancora consolidato e restaurato in quanto tutti i paramenti esterni della fabbrica nei pressi anche degli archi adiacenti il portale, necessitavano della sostituzione di alcuni conci.

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