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Nostro collega giornalista

L'auditorium di Andria
intitolato a Michele Palumbo

Ieri la cerimonia ad Andria Il tributo del liceo Scientifico «Nuzzi» alla memoria del professore e giornalista Palumbo

L'auditorium di Andria intitolato a Michele Palumbo

di Aldo Losito

ANDRIA - Commozione e partecipazione. Ad un mese dalla scomparsa del professore e giornalista Michele Palumbo, i suoi colleghi, amici alunni e il personale non docente del liceo Scientifico Nuzzi di Andria si sono ritrovati per ricordarlo. L’occasione è stata la cerimonia di intitolazione dell’auditorium della scuola proprio al «prof» che ha lasciato il segno in quell’istituto.

Mentre la sua foto campeggiava sullo sfondo dell’aula, si sono susseguiti interventi che hanno tratteggiato il grande spessore culturale, umano e professionale di Michele Palumbo. «Questa sala porterà il nome di Michele come è giusto che sia - spiega il dirigente del “Nuzzi”, Michelangelo Filannino -. Nessuno più di Michele ha vissuto l’auditorium per i tanti lavori realizzati nei quindici anni di insegnamento al liceo. Si è anche battuto per la crescita di questo istituto e la presenza dei tanti colleghi testimonia l’apprezzamento che avevano per lui».

«Il consiglio d’istituto ha votato all’unanimità per l’intitolazione dell’auditoirum ad un professore che sarà ricordato per i tanti lavori fatti con gli alunni del liceo», aggiunge il presidente del consiglio d’istituto, Ignazio Novelli.

Alla tante e belle parole, si sono alternate le musiche eseguite al pianoforte e al violino della messa da requiem di Cesar Franck. «Michele ha saputo formare la coscienza critica di varie generazioni - racconta l’amico giornalista Pinuccio Pomo -. Gentile e acuta la sua ironia sulla vita. Per chi non lo sapesse ha anche praticato sport ma con scarsi successi. Chi gli voleva male, gli offriva melanzane ma le seppe anche mangiare ad un pranzo di una famiglia palestinese in un viaggio della memoria. Perché lui era così».

Il “prof” è stato anche una penna preziosa della Gazzetta del Mezzogiorno, seguendo le vicende di cronaca della città di Andria. «La sua è stata una missione e una testimonianza civile - dice il capo della redazione Nordbarese della Gazzetta, Rino Daloiso -. Razionalità, cultura e passione civile sono le sue qualità che emergevano sempre nel racconto quotidiano attraverso i suoi articoli». Alla cerimonia erano presenti anche i due fratelli Vincenzo e Pippo. «Ormai vivo da anni lontano da Andria - precisa Pippo - ma da ieri posso dire che ho una nuova casa che è questo auditorium ed una nuova famiglia che la comunità scolastica del liceo».

Alla intitolazione della sala c’era anche il sindaco, Nicola Giorgino: «A Michele mi legava non solo il rapporto con uomo di cultura e di giornalismo. Ma c’era anche amicizia e conoscenza nonostante la differenza di età colmata dalla frequentazione all'oratorio. È stato anche mio insegnante supplente al liceo Classico, e con lui abbiamo cominciato a scoprire i filosofi ma soprattutto abbiamo scoperto l'educazione civica e il servizio per la comunità. L'ho sempre visto come persona che mi ha accompagnato in un percorso di crescita. Devo riconoscere la sua onestà intellettuale nonostante i naturali contrasti. Perdeva la razionalità solo quando tifava per la sua Inter. Michele deve essere ricordato come grande uomo di cultura non solo per Andria ma per l'intero territorio».

A ricordalo anche il precedente dirigente scolastico Nicola Ieva: «Il tratto caratteristico di Michele è che era animato da una lucidità cartesiana. Il dubbio per lui era utilizzato per arrivare ad una certezza». Per i suoi colleghi docenti ha parlato la professoressa Angela Orciuolo: «Michele era il nostro punto di riferimento. Ci manca tanto, così come ci mancano le sue battute. Ma da artigiano del pensiero come amava definirsi ci dà il coraggio e la forza di andare avanti». A chiudere la mattinata, un video dei suoi alunni che lo ricordano con una parola scritta su un foglio bianco.

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