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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 16:18

in piazza il 4 marzo

«Marcia per la legalità»
a Trani cresce l'attesa

trani

di NICO AURORA

TRANI - Il furgone presumibilmente utilizzato per i furti nelle ville di Capirro, sequestrato sabato scorso dai carabinieri della Compagnia di Trani, è l’ultimo episodio di cronaca che ha incrementato la rinnovata fiducia dei cittadini nelle forze dell’ordine ed istituzioni. Un’ulteriore ventata di ottimismo, per una città più sicura, nel solco dello spirito con cui il prossimo 4 marzo si realizzerà la «Marcia per la legalità».
La data si avvicina e, con il passare dei giorni, cresce l’entusiasmo intorno ad una manifestazione che, nata quasi casualmente e spontaneamente, adesso sta davvero mettendo insieme a tutte le realtà della città. Le associazioni aderenti sono oltre cinquanta, il Comune di Trani è il primo promotore della dell’evento e, soprattutto, scenderanno in campo tutte le scuole perché i ragazzi di oggi, cittadini protagonisti di domani, siano il perno della svolta.

Ma come si vive l’organizzazione dell’evento dall’interno? Quale clima si respira fra le associazioni organizzatrici? Maria Teresa De Vito, presidente del Comitato bene comune, è una delle voci del coordinamento responsabile dell’evento: «L’omicidio dell’altra domenica e le estorsioni sono solo la punta dell’iceberg di un problema di cui tutti siamo a conoscenza, e che ci ha dato la spinta per organizzare questa marcia. Il nostro obiettivo è coinvolgere la base sociale della società civile abbracciando, innanzi tutto, le persone vittime di queste attività delittuose. Allo stesso tempo, però, vogliamo stimolare tutti gli altri ad andare avanti nel sentiero della legalità, rispettando le regole in ciascun campo ve ne siano. Vogliamo fare sapere alle forze dell’ordine ed alla magistratura che ci siamo anche noi, e che non deleghiamo solo a loro la tutela della sicurezza solo a loro».
Parole che richiamo proprio quelle del procuratore di Trani, Francesco Giannella, all’esito degli arresti si sette persone accusate di estorsione. Il magistrato aveva richiamato tutti a remare dalla stessa parte, evocando a tal proposito l’articolo 54 della Costituzione. «Ma qui non è solo questione di coraggio di denunciare - precisa De Vito - ma porre le basi per una società migliore, in cui cresceranno i nostri figli ed a cui dobbiamo insegnare il rispetto delle regole. La presenza delle scuole è mirata proprio a questo».

Intanto si lavora per presentare, alla fine della marcia, un documento di impegno comune, cui potrebbe accostarsi una raccolta di firme. «Ci stiamo pensando - conferma De Vito - ma la verità è che l’organizzazione dell’evento è ancora da perfezionare. In questo momento ci interessa soprattutto portare in strada quanta più gente possibile fra donne, uomini, ragazzi e bambini. Quanti più saremo, più ampia e forte sarà questa la base su cui costruire tutto il resto. Abbiamo fiducia che centreremo l’obiettivo».

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