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Barletta tra aria inquinata
e rifiuti dispersi ovunque

 Barletta tra aria inquinata   e rifiuti dispersi ovunque

di Pino Curci

BARLETTA - La questione ambientale e la tutela della salute pubblica sono ormai una ferita profonda nel territorio cittadino. Infatti non solo ormai non passa giornata senza che nell’aria non si avvertino puzze nauseabonde ma l’abbandono indiscriminato di rifiuti è sempre più marcato in tutti gli ambienti: dal centro alla periferia, dalle campagne ai residui lembi naturali presenti.

Per quel che riguarda la qualità dell’aria vi è da dire che giovedì sera è tornata quella puzza di carcasse bruciate che a lungo aveva ammorbato l’aria in città. Anni addietro il fenomeno imperversò fino a quando non fu identificata un’azienda che procedeva ad incenerire resti animali tra Barletta, Andria e Trani. L’intervento della magistratura pose fine a questa forma di inquinamento. Giovedì sera quella puzza è tornata, avvertita soprattutto nella zona sud-est quella a ridosso della zona industriale vi via Trani-via Callano.

Nei giorni scorsi, comunque, non erano mancate altre ondate di strani odori: dalla plastica bruciata all’odore di rose o fragole delle sostanze utilizzate come additivi dalle aziende che «coprono» così le loro emissioni non certo gradevoli e salutari.

E non vi è dubbio che di giorno e di notte si continua a bruciare di tutto. La conferma giunge da uno sguardo «panoramico» al nostro territorio. Giovedì pomeriggio, verso le 16.30, si bruciavano sostanze in località «Ariscianne». Mercoledì pomeriggio, alle 16.15, nella zona di via Callano. Le colonne di fumo nero sono spesso visibili anche dalla zona delle complanari della statale «16 bis» che, a Barletta, funge da tangenziale.

E a completare lo scenario certamente poco idilliaco vi è l’abbandono indiscriminato di rifiuti.

Dal territorio cittadino alle campagne imperversa sempre di più il fenomeno noto come «sacchetto selvaggio». In evidenza la sensibilità «civica» di chi continua a remare contro la raccolta differenziata «porta a porta» che fino ad oggi ha messo i barlettani al riparo da aumenti sproporzionati della tassa sui rifiuti.

Accanto a «sacchetto selvaggio», però, vi è un altro fenomeno in costante aumento: quello dell’abbandono indiscriminato di rifiuti delle piccole imprese edili e medie aziende manifatturiere.

Le strade di campagna sono letteralmente costellate da voluminosi sacchi di cascami, frattaglie ed altro di calzaturifici, maglifici e di altri piccoli laboratori artigianali.

In questo caso vi è da dire che mai come in questo caso la «Cina è vicina»: le aziende in questione pur di risparmiare sul costo della produzione, sono disposte a tutto. Tra le «voci» principali vi è proprio quella dello smaltimento irregolare dei rifiuti. Ma non solo.

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