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Domenica 17 Dicembre 2017 | 22:42

bisceglie

Occupazione di suolo pubblico
accolto ricorso di un cittadino

Al centro del caso una cartella retroattiva della Tosap

Occupazione di suolo pubblico accolto ricorso di un cittadino

BISCEGLIE - Occupazione di suolo pubblico, tra applicazioni controverse e ricorsi. La Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha accolto il ricorso presentato da un cittadino di Bisceglie con cui si chiedeva l’annullamento di un avviso di pagamento ritenuto infondato. Nel 2015, infatti, si registrò la polemica sul caso Tosap per la notifica ai cittadini biscegliesi di centinaia di cartelle retroattive al 2010, da parte della “Andreani Tributi srl”, società concessionaria di accertamento e riscossione per il Comune di Bisceglie.

In sostanza l’agente di riscossione richiedeva il pagamento dell’imposta Tosap per l’occupazione di suolo pubblico, ovvero per l’interruzione del marciapiede, con annessa sanzione per omessa dichiarazione. L’opinione dominante era di eliminare l’interruzione del marciapiede e ripristinarne la continuità. C’è chi invece intraprese la via del ricorso per l’annullamento dell’atto di pagamento. Il contenzioso fu avviato il 25 gennaio 2016. La ricorrente impugnò l’avviso di accertamento emesso dalla “Andreani Tributi srl” deducendo preliminarmente «l’inesistenza dell’avviso di pagamento per difetto di valida sottoscrizione, essendo l’atto impugnato privo della sottoscrizione del funzionario delegato nonché per difetto di motivazione dello stesso atto mancando le indicazioni temporali della presunta violazione e la documentazione fotografica riconducibile al periodo temporale in cui si chiede il pagamento della tassa».

Nel merito la ricorrente ha aggiunto «di non aver mai posto in essere nessuna delle attività previste dalla normativa, per rendere operativo l’obbligo di denuncia di occupazione di suolo pubblico e di successivo versamento della tassa». Pertanto la ricorrente ha chiesto che fosse accertata l’illegittimità dell’atto impugnato. La “Andreani Tributi srl” non si è costituita in giudizio. Sicchè la Commissione Tributaria (presidente dott. Marco Di Napoli, giudice esterno dott. Ciro Angelillis), con sentenza depositata in segreteria il 23 gennaio scorso, ha accolto il ricorso suddetto e per l’effetto ha dichiarato nullo l’atto in questione. Il ricorso è stato ritenuto fondato per i seguenti motivi: «Dalla documentazione in atti non risulta che la ricorrente abbia posto in essere alcuna delle attività (sottrazione all’uso pubblico di aree, interruzione di marciapiedi ed altro) che costituiscono il presupposto dell’obbligo di denuncia di occupazione di suolo pubblico e di successivo versamento della tassa a fattispecie imponibile». Dichiarate nulle le spese di giudizio.

[lu.dec.]

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