Mercoledì 18 Luglio 2018 | 09:01

Durante alcune perquisizioni

Supercarcere di Trani
trovati coltello e cellulare

Il personale della polizia penitenziaria avrebbe rivenuto anche alcune pen drive

Supercarcere di Tranitrovati coltello e cellulare

GIANPAOLO BALSAMO

TRANI - Via Andria 300. Benvenuti all’interno della Casa circondariale di Trani dove, tra sovraffollamento e penuria di personale, poliziotti aggrediti e dosi di stupefacente rinvenute, c’è spazio anche per chi, eludendo ogni controllo, riesce ad introdurre dietro le sbarre altri oggetti non consentiti.

Nei giorni scorsi infatti (ma la notizia è trapelata soltanto ieri), a seguito di perquisizioni effettuate dagli uomini della Polizia penitenziaria (coordinati dal commissario capo Vincenzo Paccione , comandante degli Istituti penali di Trani) che hanno passato al setaccio numerose celle e luoghi frequentati dagli stessi detenuti, è stato rinvenuto e sequestrato un coltello a serramanico, un telefono cellulare e diverse pendrive.

Quando e come tutto questo materiale sia stato introdotto all’interno del carcere è ancora da accertare così come è da verificare a cosa sarebbe servito il grosso coltello (con una lama di 19 centimetri) rinvenuto tra altre cianfrusaglie in un locale della casa circondariale utilizzato dai detenuti come barberia. Per l’arma è stato difficile risalire al possessore mentre il cellulare e le chiavette usb (apparentemente contenenti soltanto file audio), essendo state trovate in celle differenti, è stato possibile accertare a chi appartenessero. «E' sempre più' difficile, a causa dei ripetuti errori della politica - lancia l'allarme Pantaleo Candido, segretario regionale dell’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria - per l'oramai scarsa aliquota di polizia penitenziaria in servizio negli istituti penali di Trani, mettere in atto iniziative di carattere preventivo per tutelare l'incolumità, oltre che del personale, degli stessi ristretti».

Il coltello rinvenuto così come il cellulare utilizzato da un detenuto in una cella della sezione «media sicurezza» (la cosiddetta «sezione blu») o le aggressioni avvenute, qualche settimana fa, ai danni degli stessi operatori della polizia penitenziaria, sono conseguenze di problemi atavici, più volte denunciati.
«Anche qui a Trani, al sovraffollamento dei locali in cui i detenuti scontano la loro condanna - continua Candido -, si contrappone la carenza di personale che deve far fronte a diverse situazioni, spesso anche piuttosto critiche. E la penuria del personale di vigilanza spesso fa sì che i controlli siano blandi tra i detenuti che sono liberi di circolare all’interno del carcere, al loro ingresso e durante i colloqui». «Tra l’altro, manca la videosorveglianza e non sono garantiti gli standard di sicurezza né per i detenuti, né per gli operatori che lavorano nella casa circondariale».

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