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«Giorgino verso Roma
dopo i disastri locali»

Il bilancio dei Cinque Stelle sull'operato del sindaco

«Giorgino verso Roma dopo i disastri locali»

MARILENA PASTORE

ANDRIA - «Dopo il primo mese del 2017 possiamo dire che la città conserva gli stessi problemi del 2016. L’unica novità è che finalmente qualche rappresentante della maggioranza ha ammesso “la possibilità” che il nostro sindaco, se ve ne sarà l’occasione, si candiderà per il Parlamento abbandonando la nave comunale al suo destino». Mobilità, opere pubbliche, cimitero comunale, dissesto finanziario: su questi grandi temi il gruppo consiliare del movimento 5 stelle di Andria interviene per tracciare un’analisi dell’operato del sindaco Nicola Giorgino, prima che lo stesso primo cittadino si lanci nella campagna per le prossime politiche.

 «L’analisi a 360° non può che cominciare dalla mobilità – scrivono i cinque stelle Michele e Vincenzo Coratella, Doriana Faraone, Donatello Loconte e Pietro Di Pilato - La situazione del manto stradale è critica in molti punti della città e non parliamo solo delle strade periferiche o i tratturi di campagna (abbandonati anche loro). Sul trasporto pubblico attendiamo ancora il completo aggiornamento dei mezzi come da contratto, mentre in piazza Bersaglieri gli autobus di tutte le diverse linee sono costretti a sostare anche in doppia fila e rimane nell’archivio del Consiglio la nostra proposta di spostare il capolinea a Largo Appiani. A smuovere l’opera dell’interramento della ferrovia non è servita neanche l’immane tragedia – incalzano i consiglieri - con i parenti delle vittime che attendono ancora le risposte a loro dovute. Anche della stazione Andria Sud, che doveva essere inaugurata un anno fa, non si è saputo più nulla, mentre si può apprezzare il grande rondò di collegamento realizzato in via Vecchia Bisceglie, praticabile in barca quando piove. L’opera è lo stralcio iniziale della nuova area mercatale che con questi ritmi potrebbe essere pronta tra trenta anni, quando Giorgino si candiderà alla presidenza di Marte».

Il gruppo consiliare M5S prosegue poi la sua analisi con il settore Opere pubbliche. «L’idea dell’amministrazione andriese potrebbe essere quella di un museo a cielo aperto delle opere incompiute: la pista per il pattinaggio, il centro Fornaci, il centro ascolto famiglie di Piazza S. Agostino, piazza Trinità, il teatro presso l’ex macello, a cui si aggiungono opere provinciali come i problematici allargamenti della Andria-Trani e della Andria-Bisceglie, o la storia infinita delle aule del Liceo Nuzzi (telefonare al presidente della Provincia Giorgino), a cui si aggiungono la discarica comunale chiusa da maggio 2015 con i relativi danni per gli andriesi. Impossibile dimenticare anche i 770mila euro di tangenti dell’appalto rifiuti rimasti senza una reazione politica (citofonare al presidente Aro-Rifiuti Giorgino)». I cinque stelle ricordano anche il “mistero” della documentazione inaccessibile sul cimitero comunale alla Procura della Repubblica: «Gli andriesi potranno apprezzare anche la riduzione dei reparti dell’ospedale di Andria, unita alla promessa di Emiliano di costruire un nuovo ospedale. L’unico che ci ha creduto è stato il presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Asl Bt (fino a tempo fa, faxare Giorgino). Se poi consideriamo che le problematiche del depuratore cittadino dipendono anche dall’Autorità Idrica Pugliese, il cui presidente è una tale Giorgino, possiamo comprendere come i politici locali confidano nella migrazione del sindaco a Roma: grazie alla sua candidatura romana aumenterà il tasso di occupazione cittadino per le poltrone che lascerà libere».

Ultimo capitolo riguarda le casse comunali. «Agli andriesi verrà lasciato un bilancio comunale in dissesto per decine di milioni di euro. Con tutti i creditori del comune che attendono circa 190 giorni per essere pagati, come si può sperare che i conti tornino?».

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