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Museo dei vescovi
quattro anni di cultura

Sardella: «Obiettivo per il futuro, maggiore collaborazione con enti ed istituzioni»

Museo dei vescovi quattro anni di cultura

di ANTONIO BUFANO

CANOSA - Un 2016 eccezionale è stato quello vissuto dal “Museo dei Vescovi Mons. Francesco Minerva” tra cambi di presidenza e grandi eventi culturali a cura della “OmniArte.it”. La guida di mons. Luigi Mansi, Vescovo di Andria, ha confermato e proiettato gli impegni del Museo verso orizzonti sempre più allargati, con questa presidenza aperta alla collaborazione con altri enti ed istituzioni, in primis lo Stato. Il Museo dei Vescovi, proiettato nel quarto anno di piena funzionalità, ha visto lo svolgersi di importanti eventi culturali: oltre ai cambi consueti trimestrali delle esposizioni interne, fondamentali sono state le esposizioni su Giuseppe De Nittis dello scorso inverno, con relativa cena-salotto, che ha visto l’esposizione di assoluti inediti del grande pittore barlettano.

Presenze di importanti personalità del campo della cultura e dell’Amministrazione sia laica che religiosa, hanno coronato un anno che ha visto il concretizzarsi di 60mila visitatori dalla sua nascita, con prospettive di crescita ancora maggiori. Si sono registrati, particolarmente, operati di collaborazione con i privati, da cui è nata una importante mostra numismatico/archeologica, che vanta i patrocini di Banca d’Italia e di Confindrustria, presso il “Centro studi e ricerche Sergio Fontana”, voluta dalla Farmalabor, nota azienda farmaceutica di Canosa. Quest’ultima, ha visto una grande partecipazione di personalità, che hanno particolarmente apprezzato il binomio tra pubblico e privato, auspicando che il “Centro ricerche” possa continuare a mantenere una vocazione anche espositiva e culturale, oltre che produttiva per il territorio.

Il Museo, nell’appena trascorso 2016, ha iniziato un operato di rivalutazione dei suoi artisti del passato più celebri, in primis Luigi Liberato Buonvino, che Giorgio Grasso, curatore della Biennale di Palermo e Venezia, ha ritenuto quale l’anello mancante tra i Macchiaioli e gli Impressionisti.

«Ricerca e collaborazione sempre maggiore con enti ed istituzioni, questo l’obiettivo per il futuro. Una ricerca che si allarga a metodi espositivi e di fruibilità sempre più allargati, che ci permettano di concorrere con altre e più blasonate sedi espositive nazionali, a cui collegare un operato di inventariazione digitalizzato che consenta agli studiosi di accedere al nostro vasto patrimonio culturale, seguendo un filone già avviato dal Ministro Franceschini e dal Prof. Giulio Volpe, illustre amico di questo Museo» dice Sandro Sardella, amministratore unico della “OmniArte.it”, che con il team di sempre, composto dalla storica Valentina Pelagio e la restauratrice Michela Cianti, ha avviato tutti questi progetti di studio e ricerca. Gradita è la sempre maggiore partecipazione dei cittadini, che da iniziali custodi del patrimonio locale, credendo nella istituzione museale, hanno deciso di donare e così condividere le loro collezioni d’Arti varie. Un patrimonio che è a disposizione del cittadino e che verrà esposto gradualmente nel corso dell’anno corrente con mostre tematiche. A breve, infatti, saranno preparate due esposizioni culturalmente notevoli: Piccole visioni dal Grand Tour e Magiche visioni, mostra sulla storia della fotografia sino ai fratelli Lumiere.

Di eccezionale importanza e risonanza l’evento che si è tenuto lo scorso dicembre, con la riconsegna al territorio di nove reperti archeologici trafugati e restituiti dal Nucleo Tutela Operativa dei Carabinieri in concerto con la Soprintendenza per i Beni Artistici di Foggia, esposti sino al 31 gennaio scorso nella sala archeologica del Museo. Una esposizione molto sentita e apprezzata da moltissimi visitatori durante le festività natalizie. Tra gli ospiti più illustri, il generale dei carabinieri, Pasquale Lavacca, l’assessore regionale Aldo Patruno, il Vescovo di Andria mons. Luigi Mansi, il Vescovo di Cerignola mons. Luigi Renna ed altri membri dell’Arma.

Soprattutto apprezzata la presenza copiosa dei cittadini, sempre più consapevoli della propria preziosa cultura e fiduciosi che questo rapporto tra Museo dei Vescovi, Soprintendenza di Foggia e Arma dei Carabinieri non si fermi a questo evento, ma che permetta la restituzione di beni funestati dal gesto del furto.

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