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Discarica di «Puro vecchio»
Manganese nel sottosuolo

Trani, discarica di «Puro vecchio», ma cala il nichel

Discarica di «Puro vecchio»Manganese nel sottosuolo

Nico Aurora

Trani Il manganese continua a mantenersi oltre i limiti previsti per legge, il nichel è abbondantemente rientrato alla di sotto degli stessi e dunque, almeno in questo secondo caso, la sicurezza si è ristablita. È questa la fotografia che emerge dall’ultimo rapporto rilasciato dalla società New Kem, di Modugno, a firma del professor Gaetano Nuovo, sui campioni d’acqua prelevati dalla discarica di Trani e, in particolare, dai pozzi maggiormente collegati al luogo in cui si è verificato l’incidente che ha determinato, nel 2014 la perforazione di una parte di membrana e la dispersione in falda di percolato.

Secondo le analisi effettuate lo scorso 21 ottobre, il cui esito è stato rilasciato il 28, al pozzo P6v, ubicato a valle, il manganese si presenta in quantità di 90,3 microgrammi per litro, contro i 50 previsti per legge. Tutti al di sotto dei valori, e quindi regolari, gli altri metalli. Al pozzo P2m, che si trova a monte, il nichel, che aveva fatto segnare preoccupanti innalzamenti durante il periodo estivo, è ora a quota 7,1 microgrammi per litro, conto i 20 previsti per legge.

Sui valori di questi due metalli aveva acceso i riflettori anche il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, titolare dell’inchiesta in cui 21 persone sono iscritte nel registro degli indagati, a vario titolo, la maggior parte delle quali per presunto disastro ambientale. Ruggiero, dissequestrando recentemente la discarica dopo oltre un anno e mezzo, ha rappresentato a Comune, Amiu ed agli altri organi istituzionali preposti, la necessità di mantenere sempre, entro i limiti di legge, i valori delle matrici ambientali, accelerando contemporaneamente le procedure di copertura, messa in sicurezza e bonifica dell’impianto. Per la verità, già alcune settimane prima, con lo stesso spirito di cautela, il sindaco, Amedeo Bottaro, aveva emanato l’ordinanza di chiusura della stessa discarica.

Resta il fatto che il manganese è ancora inquinante, e questo non può che determinare un ulteriore impulso per accelerare l’iter dei lavori del piano di caratterizzazione, che prevede la realizzazione di nuovi pozzi funzionali al progetto di chiusura della discarica, ma anche la gara per la copertura dei tre lotti: qui l’obiettivo è un bando su InnovaPuglia, per il terzo, ed il recupero di una procedura. già esperita nel 2011, per gli altri due.

A breve si conoscerà anche l’esito delle analisi compiute, quello stesso giorno, dai tecnici di Arpa Puglia, che stanno operando in contraddittorio con quelli di Amiu: nelle ultime rilevazioni incrociate, i dati sono apparsi sostanzialmente sovrapponibili e, se la tendenza fosse confermata, anche Arpa dovrebbe pertanto accertare il persistente inquinamento da manganese, ma non da nichel.

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