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Il delitto un anno fa

Omicidio Zanni a Trani
a processo due fratelli

I due giudicati dal tribunale per i minorenni: uno sferrò le coltellate mortali dopo unalite

Omicidio Zanni a Trania processo due fratelli

TRANI - Saranno giudicati col rito abbreviato due dei tre minorenni che la notte tra il 19 ed il 20 Settembre 2015 furono coinvolti nella rissa degenerata nell’omicidio del 34enne tranese Biagio Zanni.
L’udienza preliminare si celebrerà davanti al gup del Tribunale per i Minorenni di Bari, Rosella Politi, il 28 aprile. La richiesta di giudizio abbreviato è stata formulata dai difensori (Domenico Di Terlizzi e Vincenzo Papeo) dei fratelli tranesi (A.B. e D.B.) dopo che è stata respinta la preliminare istanza di messa alla prova: istituto giuridico che consente di sospendere il processo e di estinguere il reato se l’esito della prova (che avviene in collaborazione coi servizi sociali locali per attività di osservazione, trattamento, sostegno e socializzazione) è positivo. Evidentemente il Tribunale per i Minorenni non ha colto segnali di effettiva presa di coscienza o ravvedimento da parte dei due fratelli.
Il più grande di loro (A.B.) è divenuto maggiorenne a febbraio ma la competenza del Tribunale barese resta ferma per il principio “tempus commissi delicti”, cioè si cristallizza al momento in cui sarebbe stato commesso il reato contestato: nel suo caso la rissa che poi sfociò nell’omicidio di Zanni.
Il fratello (D.B.), oggi 16enne, risponde invece di omicidio. Secondo quanto ricostruito dal sostituto procuratore minorile Carla Spagnuolo, avrebbe ferito mortalmente Zanni con due coltellate “all’emitorace sinistro ed al fianco destro, con conseguente shock emorragico secondario alle lesioni degli organi viscerali ed alle strutture addominali vascolari addominali”. Al 16enne, che dopo un periodo nel carcere minorile è passato in una comunità, sono contestati pure la violazione della legge 110/1975 per aver portato un coltello in un luogo pubblico (portato fuori dalla propria abitazione ma forse pure recuperato in un locale che si affaccia sulla banchina del porto) ed il reato di rissa. Accusa, quest’ultima, mossa anche al terzo minorenne: l’oggi 17enne G.B., difeso dall’avv. Luigi Mastromauro, che invece ha visto accolta l’istanza di messa alla prova, sul cui programma il gup deciderà nella stessa udienza del 28 Aprile.
Oltre ai tre ci sono altre due persone coinvolte nel procedimento giudiziario ma la loro posizione è di competenza degli uffici tranesi. Si tratta dei già maggiorenni Gianluca Napoletano, 20 anni, e Gabriele Lorusso, 23, a cui il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Marcello Catalano con l’avviso di chiusura indagini contestò il reato di rissa. Con lo stesso atto a Napoletano fu mossa l’ulteriore e più grave accusa di “reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti” prevista dall’articolo 116 del codice penale in relazione all’accusa di omicidio.
Napoletano fu arrestato per concorso in omicidio ma, poi, il Tribunale del Riesame di Bari, pur rigettando l’impugnazione della difesa avverso l’ordinanza di custodia cautelare, riqualificò la contestazione. A fine Febbraio Napoletano passò dal carcere agli arresti domiciliari; ora è libero. Secondo la Procura tranese, Napoletano ed i due fratelli (all’epoca entrambi minorenni) durante le fasi concitate dell’aggressione avrebbero colpito Zanni con calci, pugni e testate. Napoletano avrebbe inferto colpi anche con l’ingessatura del suo avambraccio destro, ritenuta arma impropria. Botte da orbi durante le quali il più piccolo dei fratelli aggressori, secondo l’accusa, colpì il 34enne anche con due ferali fendenti.

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