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Trani, attentato alla pescheria
del fratello di Annacondia

Trani, attentato  alla pescheria del fratello di Annacondia

TRANI - Tornano a risuonare gli ordigni in città ma, questa volta, il destinatario non è proprio uno qualunque. Si tratta, infatti, di Savino Annacondia, fratello del famoso boss pentito Salvatore, che negli anni ’80, a Trani e non solo, aveva fatto il bello e cattivo tempo.

L’episodio, in questo momento, è totalmente avvolto nel mistero, ma l’unica certezza è che il destinatario di quello che sembra un chiaro avvertimento è proprio il fratello di uno dei personaggi di spicco della criminalità organizzata del Mezzogiorno di quegli anni.

Annacondia vive da tempo vive in un luogo ben distante da Trani ed a tutti ignoto, e si pensava fosse ormai del tutto fuori dei giochi, come probabilmente lo è, anche se non si può escludere il contrario. A questo punto, a maggior ragione, le indagini degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza devono cercare, più che cogliere eventuali legami con il passato, di ricondurre ciò che è accaduto l’altra notte, in via Regina Elena, ad altri eventuali moventi.

Quel che è certo è che, intorno alla mezzanotte, tutto il quartiere ha udito distintamente un boato che aveva fatto pensare a qualcosa di ben più grave di quanto, in realtà, non sia stato. Via Regina Elena, corso declassato, è una strada molto larga e, pertanto, questo ha favorito la propagazione del suono determinato dall’esplosione di una bomba carta, o un ordigno di piccolo calibro, posizionato da ignoti all’angolo tra la saracinesca della pescheria (che si trova al civico 43, nel tratto compreso tra corso Vittorio Emanuele e via Amedeo) e lo stipite in pietra.

Proprio dal rivestimento lapideo sono caduti frammenti, le pareti si sono parzialmente annerite, la saracinesca si è bucata, ma non si registrano incendi e danni nel locale, né conseguenze fisiche per le persone.

Il titolare della pescheria avrebbe fatto sapere di non essere stato oggetto di alcun tipo di richiesta estorsiva, ma le indagini degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza proveranno a fare maggiormente luce sull’accaduto, sotto l’ipotizzabile coordinamento della Procura di Trani , ovvero della Direzione investigativa antimafia, proprio alla luce della richiamata parentela.

L’ultimo precedente specifico è del 21 aprile 2016: nella zona sud di Trani un ordigno fu lanciato da via Martiri di Palermo all’interno di un cantiere di villette in costruzione. Il 16 settembre 2015 si registrò un incendio nella sede della cooperativa sociale re Manfredi, in via Mario Pagano, mentre il 26 marzo 2015 un rudimentale ordigno fu fatto saltare davanti ad un portone, fra via Umberto e via Andria, mandandone in frantumi la vetrata. Gli episodi sembrano notevolmente distanti nello spazio e nel tempo, e quindi difficilmente collegabili tra loro.

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