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Giovedì 24 Maggio 2018 | 21:12

Sono due cerignolani

Non si fermano all'alt
2 morti sull'Andria-Canosa

incidente a Canosa

foto Calvaresi

Canosa - È finita in tragedia, l’altra notte, la fuga degli occupanti di una «Lancia K», inseguiti da una gazzella dei carabinieri dopo aver ignorato l’alt dei carabinieri nel centro abitato di Cerignola, che erano messi al loro inseguimento. Dopo aver percorso una ventina di chilometri a folle velocità sulla Provinciale 2 (la ex «231»), poco oltre Canosa verso Andria, la vettura si è ribaltata e infine schiantata contro lo spartitraffico «new jersey» ed i due occupanti, Nicola Mansi e Mario Saccotelli, entrambi cerignolani di 36 anni, sono morti sul colpo.
Quando i carabinieri, che erano stati distanziati dai fuggiaschi, sono sopraggiunti sul luogo della tragedia, al chilometro 62,800 della ex «231», si sono trovati di fronte ad una vettura semidistrutta e a due corpi riversi sull’asfalto, sbalzati fuori dall’abitacolo della vettura, ribaltatasi più volte. Tutto era iniziato poco prima, attorno alle 4 del mattino, alla periferia di Cerignola, allorché la Lancia, condotta, pare, da Mansi che ne era il proprietario, aveva forzato il posto di blocco dei militari ed era fuggiti verso corso Scuola Agraria per poi imboccare il bivio per l’ex statale «98» che porta a Canosa. I carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Cerignola si erano messi all’inseguimento perdendo terreno nel lungo rettilineo che conduce alle porte di Canosa e poi nella serie di curve fino all’imbocco verso Andria, dove vi è un tratto di alcuni chilometri a due corsie, separate dal guardrail in cemento.
A causa della elevatissima velocità (c’è chi parla del contachilometri fermo oltre i 200 all’ora) o eventualmente di altri fattori che sono al vaglio degli inquirenti, il conducente della Lancia K ha perso il controllo della vettura che si è ribaltata per poi terminare la sua corsa contro il guardrail.
Sul posto sono intervenuti, per i rilievi del caso, gli uomini della sottosezione della Polstrada di Ruvo, ed alcune ambulanze del 118 per portare soccorsi che purtroppo erano già inutili, oltre naturalmente ai carabinieri ed ai vigili del fuoco del distaccamento di Barletta. Le salme sono state poi trasferite all’obitorio del cimitero di Canosa, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che verosimilmente disporrà l’esame autoptico che potrebbe essere corredato anche da una perizia tossicologica. Sulla scena del sinistro è stata ritrovata una borsa contenente attrezzi, probabilmente atti allo scasso, e forse anche per questo i due giovani hanno deciso di sottrarsi al controllo dei militari.
Entrambi erano noti alle forze dell’ordine. In particolare Nicola Mansi che aveva avuto a che fare molte volte con la giustizia per reati contro il patrimonio ed era stato anche, per un certo periodo, sottoposto alla sorveglianza speciale. Ma ora, nulla più conta e resta solo la pietà ed il dolore delle famiglie e degli amici che piangono due giovani vite tragicamente spezzate.

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