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Discarica di Trani
manganese sopra i limiti

discarica diTrani

di NICO AURORA

TRANI - Alla discarica di Trani il manganese si mantiene ancora al di sopra dei livelli previsti per legge. L’ultima rilevazione della società New Kem, rilasciata lo scorso 7 ottobre dal professor Gaetano Nuovo, all’esito di analisi effettuate il 5 ottobre, ha accertato che, da un campione d’acqua prelevato dal pozzo P6v (il più vicino al luogo dell’incidente che il 5 settembre 2014 provocò la chiusura dell’impianto per perdita di percolato in falda) il manganese è presente in una quantità di 79,9 microgrammi per litro, a fronte dei 50 previsti per legge.
Anche nei precedenti rapporti il livello di questo metallo s’era sempre mantenuto al di sopra della soglia minima, anzi se ne rileva un consistente calo rispetto ai 104 microgrammi per litro della precedente rilevazione, del 22 settembre.
Conforta, invece, il ritorno del nichel al di sotto del valore limite: 13,3 microgrammi per litro a fronte dei 20 previsti per legge, ed in questo caso il pozzo di prelievo è il P2m, che è l’altro luogo di riferimento oggetto delle attenzioni della Procura della Repubblica di Trani.

Nel recente provvedimento di dissequestro della discarica il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Michele Ruggiero, ha comunque richiamato la circostanza per cui i due metalli citati, per tutto l’arco di tempo intercorso tra il sequestro (15 gennaio 2015) ed il dissequestro (25 ottobre 2016) si sono mantenuti quasi sempre al di sopra dei limiti di legge. Lo scorso 20 ottobre, inoltre, Arpa ha effettuato a sua volta delle analisi il cui esito, però, non è ancora noto. Si resta pertanto nell’attesa di conoscere se vi sia sostanziale coincidenza degli esiti e, sulla base di questi, la Procura potrà a sua volta ottenere maggiori informazioni per le valutazioni in merito al fascicolo aperto sull’ipotesi di disastro ambientale.

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