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prove di raddoppio

Incubo nuova discarica
in contrada Tufarelle

Avviata la procedura per ampliare l'impianto nell'agro di Minervino

Incubo nuova discarica in contrada Tufarelle

di PAOLO PINNELLI

CANOSA - La «Bleu Srl», l’azienda proprietaria della discarica di contrada Tufarelle, nonostante le ultime sentenze «contrarie» alle sue richieste, non lascia. Anzi prova addirittura a raddoppiare.

All’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che aveva bocciato, in via definitiva, la richiesta di ampliamento dell’impianto di rifiuti speciali di contrada Tufarelle, l’azienda di Francesco Maio e co. ha avviato una nuova «Procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale» (Aia). La notizia, della quale si vociferava da tempo, è apparsa la scorsa settimana sul bollettino ufficiale della Regione.

Mancano ancora, sul sito della Regione, gli atti allegati ma alla prima lettura della richiesta non possono sfuggire particolari inquietanti che riaprono il capitolo della «megadiscarica» già bocciata, come detto, a luglio 2016 dal Consiglio di Stato.

La attuale richiesta infatti riguarda una serie di dodici particelle che, individuate sulla mappa catastale, disegnano l’intera zona adiacente l’attuale discarica, esclusa la famosa particella «12», in agro canosino, che interromperebbe la contiguità dell’impianto. Ma tant’è.

La «Bleu srl» non si è scoraggiata ed ha chiesto di realizzare la discarica “solo” nella parte dell’agro di Minervino. Nel bollettino si legge, infatti che la società Bleu ha avviato la «Procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale» (Aia). Poi spiega: «La procedura è relativa ad un’istanza di ampliamento dell’attività di discarica gestita in forza di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Puglia». L’istanza è stata presentata il 10 ottobre scorso ed il progetto è indicato come «Piattaforma Integrata per il deposito controllato di rifiuti non pericolosi - Ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi della Bleu Srl in Canosa di Puglia».

Poi la localizzazione: «Il progetto è localizzato nella Provincia di Barletta Andria Trani, nel Comune di Minervino Murge in Località Tufarelle foglio di mappa n. 14, particelle 500, 501 (parte), 502, 254 (parte), 255, 256, 257, 258, 175, 185, 194 (parte), 516 (parte)»: cioè dodici particelle che, mappa alla mano, corrispondono né più né meno, a tutta la zona adiacente (e confinante) alla attuale discarica, ma nel territorio minervinese. E la particella «12», in agro di Canosa, che aveva impedito l’allargamento bocciato in via definitiva dal Consiglio di Stato?

Non è più «il problema»: viene saltata a piè pari, anche se fisicamente rappresenta una parte dell’intera cavità (infatti non è un terreno ma una parte della cava). Un «buco» insomma che la «Bleu srl» ha pensato di ignorare chiedendo l’impianto al di là del confine canosino.

Il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione decorre dal 13 ottobre, e «chiunque abbia interesse può prendere visione della documentazione presentata e presentare proprie osservazioni presso i competenti uffici dell’autorità competente Regione Puglia».

L’«avvio della procedura» coinvolge tutti gli enti, ma soprattutto i comuni di Canosa e di Minervino. Anzi, in primis Minervino Murge, le cui amministrazioni, tempo fa, si erano espresse in modo negativo a nuove discariche nel proprio territorio.

Ma questa linea (se pur la zona è più vicina a Canosa che alla cittadina murgiana) resterà ferma anche con la nuova amministrazione, per salvaguardare il territorio dal nuovo ennesimo assalto del «business dei rifiuti»?

paolo.pinnelli@gazzettamezzogiorno.it 

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