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Presentato il progetto

Ospedale Trani, 15 milioni
per la sua «trasformazione»

Intesa Regione-Comune-Asl per la riconversione in Pta

ospedale trani

Il progetto di trasformazione dello stabilimento ospedaliero di Trani in presidio territoriale di assistenza (Pta) sta per diventare realtà grazie al protocollo firmato oggi a Bari dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dal sindaco Amedeo Bottaro e dal direttore generale della Asl Bat, Ottavio Narracci, alla presenza tra gli altri dell’assessore regionale all’Ambiente, Domenico Santorsola.
«A disposizione ci sono 15 milioni di euro - ha spiegato Narracci - per il ripopolamento tecnologico e le infrastrutture». In particolare i fondi serviranno per la realizzazione del progetto di medicina territoriale, per la proposta di riconversione della struttura dell’ex ospedale pediatrico in cittadella sociosanitaria e l’integrazione delle strutture a disposizione della Asl. Punti di eccellenza di questa esperienza pilota - è emerso nell’incontro - sono la piastra operatoria (punto di riferimento per tutta la chirurgia non ospedaliera della BAT), l’ospedale di comunità ed il polo didattico universitario specializzato in medicina di continuità. "E' un momento storico per Trani - ha sottolineato Bottaro - con un ospedale chiuso di fatto da anni che finalmente viene riconvertito per diventare punto di riferimento del territorio».
«Siamo di fronte ad un’intera comunità - ha aggiunto Emiliano - che ha preferito con intelligenza mettere per prima le mani su ingenti fondi legati alla medicina del territorio». Più in generale Emiliano ha poi spiegato che «gli ospedali non si chiudono, ma si convertono. Non ci sono più i posti letto che alle volte, diciamo la verità, servono più ai medici che ai pazienti. Ci sono servizi territoriali poderosi per la diagnosi. Si fanno accordi per stabilire territorio per territorio cosa sia più utile per quella determinata area e si investono centinaia di milioni di euro per la riconversione». «In Puglia - ha concluso Emiliano - abbiano ancora 39 ospedali che con il piano di riordino diventeranno 31 e nel giro di pochi anni il numero scenderemo probabilmente della metà, perché gli ospedali sono costosi e se sono troppi sono insicuri e pericolosi. Servono pochi ospedali ben fatti, molta medicina del territorio e telemedicina».

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