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Lo scandalo al Comune

«A Trani non si muoveva
foglia senza De Feudis»

Quasi un ritornello negli atti dell'inchiesta che ha portato in manette un istruttore contabile

comune trani

TRANI - All’ufficio ragioneria del Comune di Trani non si sarebbe mosso nulla, se non l’avesse voluto Sergio De Feudis, l’istruttore contabile, ma di fatto una sorta di capo ufficio, arrestato mercoledì nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta “Sistema Trani”. Il concetto ricorre più volte nell’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Francesco Messina. Un concetto comune perché espresso da più d’una persona interrogata nel corso delle indagini svolte dal pubblico ministero Michele Ruggiero.
<Nell’ambito comunale si sa che l’ufficio ragioneria è in mano a De Feudis, che fa il bello ed il cattivo tempo> dichiarò, tra l’altro, il presidente del consiglio comunale Fabrizio Ferrante.
Sulla stessa scia le dichiarazioni del commercialista della Cooperativa “Un amico per Trani”, pure riportate nell’ordinanza custodiale, che, per quanto raccontatogli, paragona De Feudis ad un semaforo. <Questo De Feudis era uno che intralciava, una specie di semaforo rosso, verde, giallo>.
Ed ancora, ricordando quant’alto pure narratogli: <De Feudis è quello che controlla tutti, cioè non si muove foglia se De Feudis non decide>. Non diverse le dichiarazioni rese da Corrado Cisotti, della Cooperativa sociale “Re Manfredi”, appaltatrice e fornitrice al Comune dei servizi di pulizia degli uffici comunali, del cimitero, della villa comunale, di Villa Guastamacchia nonché fornitrice del servizio di manutenzione del verde pubblico. Cisotti – scrive il gip Messina – ha riferito che <De Feudis sarebbe stato solito “rallentare” le procedure di liquidazione e pagamento delle fatture dei fornitori restii a sottomettersi alle sue richieste>. L’ordinanza cautelare, a tal proposito, riporta uno stralcio delle dichiarazioni rese a verbale da Cisotti il 7 aprile 2015: <Io ho notato che la maggior parte delle difficoltà riscontrate per il pagamento delle mie fatture sono state frapposte proprio da De Feudis, ma lui non si è mai esposto nei miei confronti. Tuttavia sono a conoscenza che lo stesso, in passato, ha avvantaggiato la Cooperativa Un amico per Trani> di cui era legale rappresentante la sorella di Otello Bagli (n.d.r. il 39enne ucciso a Trani il 29 Ottobre 2013 per cui le indagini del pm Antonio Savasta sono ancora in corso) ritenuto gestore di fatto della cooperativa. <In particolare – proseguì Cisotti - nella gara per le affissioni e defissioni lo stesso De Feudis, al momento della presentazione dei documenti per la partecipazione alla gara, mi prese da parte e mi disse testuali parole: “Corrado, questa è gara che mi appartiene” Io, pertanto, ritenni di non partecipare, vista l’impossibilità di un’eventuale aggiudicazione, dato che il De Feudis aveva lasciato sottintendere che non vi erano spazi per la mia cooperativa>.
In un altro verbale, dell’11 maggio 2015, richiamato dal gip Messina, si legge: <a Trani vengono pagate solo le cooperative che spartiscono con i funzionari preposti ai singoli uffici (di contabilità o appalti) e con i consiglieri comunali. Il sistema consiste nel ritardare il pagamento delle fatture per costringere i creditori a pagare una tangente>.

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