Mercoledì 18 Luglio 2018 | 16:50

Una 60enne di Bisceglie

In ospedale con mal di pancia
muore poche ore dopo: è giallo

La procura ha aperto un'inchiesta dopo la denuncia dei parenti. Prime risposte dall'autopsia

ospedale trani

TRANI - Si è recata al pronto soccorso dell’ospedale di Trani alle 20,30 di sabato accompagnata da marito e figlio. Ma nell’angusta area di primo intervento tranese era entrata con le sue gambe. E con le sue gambe era salita sull’ambulanza che tre ore più tardi l’aveva trasportata all’ospedale di Bisceglie per un tac. Dal nosocomio di Bisceglie è però uscita in un carro funebre. Quello che l’ha condotta nell’istituto di medicina legale del policlinico di Bari dove, forse domani, il prof. Francesco Vinci eseguirà l’autopsia. Quantomai necessaria per far piena luce sulle cause del decesso di Orsola Stella, pensionata 60enne tranese che si era recata al pronto soccorso lamentando dolori addominali e bruciori di stomaco. Accettare se ci siano stati eventuali ritardi e comunque se sia stato fatto tutto quanto il possibile per evitare il decesso della donna sarà compito dell’esame autoptico disposto dal sostituto procuratore della Repubblica di Trani, Michele Ruggiero, a seguito della denuncia dei familiari, assistiti dall’avvocato Ignazio Daniele Nenna.
Ma importante sarà anche l’esame del carteggio sanitario. Sia quello formatosi tra i due nosocomi (formalmente acquisito dai Carabinieri nella giornata di domenica) sia quello che ieri pomeriggio hanno consegnato ai Militari dai familiari di Stella, che alcuni anni fa aveva subito un intervento chirurgico ad un rene. Ma secondo i parenti si sarebbe concluso nel migliore dei modi tanto che i successivi, ripetuti e vari controlli clinici non palesarono problematiche. Insomma per i familiari, la donna godeva di buona salute tanto da parlare di morte assolutamente inattesa.
Ma questa è solo una delle due facce della medaglia, perché in ogni caso c’è da valutare la tempestività e l’adeguatezza dei soccorsi. Secondo quanto denunciato ai Carabinieri di Bisceglie, prima di esser visitata all’ospedale di Trani la donna avrebbe atteso circa un’ora per la presenza di altre urgenze. Alcuni esami non avrebbero palesato evidenti criticità, ferma restando la necessità di una tac per indagare meglio sulla causa del malessere e disporre comunque un ricovero. Allo stato non si sa se quell’esame sia stato mai effettuato. Perciò la donna era salita autonomamente su un’ambulanza in direzione, per l’appunto, ospedale Bisceglie. Il marito di Orsola erano ancora in quello di Trani, a recuperare effetti personali e indicazioni sanitarie, che il medico del pronto soccorso lo informò dell’arresto cardiaco della moglie: al momento non si sa se avvenuto durante il trasporto in ambulanza o nel pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie. Di qui la corsa dei parenti al “Vittorio Emanuele II” dove alle 3 di notte il personale comunicò di recarsi nuovamente a Trani per “riferire aggiornamenti sullo stato di salute” della donna – si legge nella denuncia dei familiari. Nuova corsa all’ospedale tranese dove lo stesso medico che aveva preannunciato l’arresto cardiaco comunicava la morte della 60enne, che dunque si trovava nell’obitorio dell’ospedale di Bisceglie.
Domattina il dr. Vinci si recherà alla Procura di Trani per il rituale conferimento dell’incarico e calendarizzare l’autopsia. Nelle prossime ore, con la notifica del relativo atto di accertamento tecnico irripetibile, si capirà se e chi sarà iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di cooperazione in omicidio colposo: un atto dovuto in questi casi per consentire la nomina di consulenti di parte proprio in previsione dell’esame autoptico. Che peraltro non era stato escluso nemmeno dal medico tranese.

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