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Tentato omicidio a Canosa
convalidati i fermi dei fratelli
Aveva arma: indagata la vittima

Sabino e Luciano Carbone, di 30 e 35 anni, sono indagati per il tentativo di omicidio compiuto nei confronti del 27enne Fabio Paciolla, anch'egli indagato per detenzione abusiva di arma

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CANOSA DI PUGLIA (BARLETTA - ANDRIA - TRANI) - Il gip del tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta, ha convalidato i fermi dei due fratelli di Canosa di Puglia, nel nord barese, Sabino e Luciano Carbone, di 30 e 35 anni, per il tentativo di omicidio compiuto nei confronti del 27enne Fabio Paciolla, avvenuto la notte fra venerdì e sabato della scorsa settimana mentre la vittima era ancora una volta in cerca di indizi sulla scomparsa di un suo amico, Giuseppe Vassalli, di cui non si hanno più notizie da agosto del 2015 e ritenuto, dagli inquirenti, vittima di lupara bianca. Per quanto accaduto quella notte, i due non sono gli unici indagati: la procura, infatti, indaga anche su Paciolla, per detenzione abusiva di arma.

Paciolla, ritrovato nella sua auto, nel parcheggio della stazione ferroviaria dopo essere stato raggiunto al collo e al capo da tre proiettili, scampato alla morte dopo essere stato sottoposto ad intervento chirurgico, avrebbe reso agli investigatori dichiarazioni incoerenti e contraddittorie.

Dalla procura hanno spiegato, subito dopo il fermo, che a incastrare i due fratelli erano state «deposizioni testimoniali rafforzate da riscontri oggettivi», senza chiarire se arrivassero dalla vittima o da altre persone, o da entrambe le parti. Paciolla, poi, a quanto si è saputo, avrebbe riferito che a sparargli sarebbe stato un terzo uomo, un albanese, dal quale aveva acquistato una pistola. Quest’arma non è stata trovata, ma all’interno dell’auto di Fabio Paciolla, gli investigatori hanno trovato alcuni bossoli appartenenti all’arma del calibro indicato dal 27enne.

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