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«Nessuna persecuzione» Archiviate accuse Azzollini contro pm Trani

«Nessuna persecuzione» Archiviate accuse Azzollini contro pm Trani
LECCE - Erano stati accusati di abuso d’ufficio dal senatore Antonio Azzollini (NCD ex Forza Italia), indagato dalla Procura di Trani per presunti illeciti nella costruzione del nuovo porto di Molfetta. Ma il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, ha ravvisato che a carico dei quattro magistrati «non è emerso nessun dato rilevante per poter ritenere integrato l’elemento soggettivo del reato ipotizzato e non risulta essersi integrata nessuna violazione di legge. La notizia di reato appare esser oggettivamente infondata».È stata così archiviata, nonostante l’opposizione di Azzollini, l’inchiesta che vedeva indagati il procuratore aggiunto della Repubblica di Trani, Francesco Giannella, ed i sostituti Michele Ruggiero, Antonio Savasta e Giuseppe Maralfa (oggi in servizio alla Procura distrettuale antimafia di Bari), che avevano lavorato alle indagini sul porto di Molfetta, sfociate in numerosi arresti eccellenti.

Secondo la denuncia di Azzollini, la Procura tranese avrebbero voluto intercettare lui, o anche lui, quando fu messa sotto controllo l’utenza del dirigente comunale molfettese Vincenzo Balducci che col senatore-ex sindaco di Molfetta aveva avuto diversi colloqui telefonici. Non si sarebbe trattato dunque di intercettazioni indirette, ma di un espediente finalizzato ad ascoltare il senatore. Secondo la denuncia, la Procura di Trani avrebbe omesso di evidenziare che le intercettazioni si basavano sull’accusa di associazione per delinquere.

Azzollini, inizialmente indagato per abuso d’ufficio, fu indagato anche di associazione per delinquere ma solo dopo quelle intercettazioni ritenute assolutamente indirette, come hanno evidenziato al gip i legali dei magistrati (tra cui gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto) smontando le accuse del senatore basate sull’interpretazione di alcuni documenti. Il Senato non acconsentì che la magistratura tranese potesse utilizzare quelle intercettazioni contro Azzollini nell’ambito dell’inchiesta sul porto. La vicenda che ora finisce in archivio fu richiamata da Azzollini (indagato anche nell’inchiesta su Casa Divina Provvidenza di Bisceglie) in relazione al cosiddetto «fumus persecutionis» che nei suoi confronti avrebbe avuto la Procura di Trani. 

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