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Andria, uomo legato all'albero identificati i primi bulli

Andria, uomo legato all'albero identificati i primi bulli
di Aldo Losito

ANDRIA - Proseguono le indagini per risalire agli autori del vile gesto nei confronti di «Luchino», il 50enne di Andria legato ad un albero in corso Europa. Gli agenti del commissariato di polizia hanno ascoltato la vittima della «bravata» che ha fornito ulteriori informazioni sulle angherie subite. Per esempio, in base a quanto detto da Luchino, una situazione simile (legato ma non all’albero) è avvenuta qualche giorno fa. Gli autori di quest’ultimo caso sono stati identificati e si tratterebbe di quattro adolescenti sui 20 anni. Anche la polizia postale è entrata in azione, analizzando i social network per trovare altre tracce utili per risalire all’episodio che ha scatenato la denuncia mediatica e risalente allo scorso luglio.Ormai da due giorni in città si parla solo del «fattaccio» che ha avuto risonanza nazionale, diventando argomento di discussione nelle trasmissioni di Rai e Mediaset. Intanto si susseguono i commenti di indignazione e tra questi registriamo le parole del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri. «Rimango esterrefatto di fronte a quanto avvenuto ad Andria, dove un uomo di una cinquantina di anni, disabile con problemi psichici, è stato legato a un albero contro la sua volontà e oggetto di scherno. La foto apparsa su Facebook indigna e offende: è un atto di bullismo indicativo del deficit educativo di alcuni dei giovani di questo Paese. E' evidente che la crisi etica che sta caratterizzando la nostra società alimenta sempre più fenomeni di bullismo e di cyberbullismo. È necessaria una mobilitazione a tutti i livelli, culturale, politico ed educativo - ammonisce Ferri - che non può non muovere i primi passi dalla scuola, come sede deputata, unitamente alla famiglia, all’educazione delle nuove generazioni. Occorre potenziare tutte le iniziative già esistenti nel tessuto sociale e promuovere nuovi progetti che possano valorizzare le risorse positive del nostro sistema sociale. La tutela dei soggetti più deboli - conclude Ferri - costituisce per il governo un obiettivo primario».

Anche la Cgil Bat è intervenuta: «Non è possibile tacere di fronte a tanta pochezza - scrive il segretario Luigi Antonucci -. Siamo tutti quanti responsabili, quando accadono cose di questo genere siamo tutti quanti responsabili. L’idea che ci siano ‘persone’ che non abbiano altro di meglio da fare che legare ad un albero un uomo con del nastro adesivo per poi fotografarlo e magari pubblicare lo scatto in rete come si fa quando si esibisce un ‘trofeo’ rappresenta una pura degenerazione dell’utilizzo dei social. È una brutta storia che ci deve richiamare tutti all’ordine perché è evidente che da quello scatto traspare il concetto che il diverso, in quanto tale, va colpito, deriso e umiliato, tanto lui è diverso. Le istituzioni, la scuola e le famiglie, devono intervenire immediatamente per bloccare questa degenerazione. Al di là del clamore mediatico che si sta creando intorno a questa vicenda, il dato che maggiormente deve farci riflettere è che oltre ad essere colpevoli gli autori di questo vile gesto sono altrettanto colpevoli, se non anche di più, tutti coloro i quali hanno assistito a questa ‘bravata’ e non sono intervenuti».

Sul “cyberbullismo” anchel e parole del senatore D'Ambrosio Lettieri (CoR), componente Commissione Sanità Senato: «Quanto accaduto ad Andria ai danni di un uomo disabile con problemi psichici, che è stato legato a un albero con dello scotch, fotografato e messo alla berlina su Facebook è agghiacciante. Ma l'indignazione non basta. La politica può e deve intervenire attraverso l'approvazione di norme efficaci contro il cyberbullismo da una parte. Dall'altra, promuovendo iniziative in 'ambito sociale e scolastico, a cominciare dalle scuole primarie, perché ogni forma di violenza sia riconosciuta e bandita, i nostri ragazzi imparino ad avere rispetto della diversità e cura dei loro compagni più deboli. Non possiamo sottovalutare questi episodi, né girare la testa dall'altra parte e far finta di niente una volta spenti i riflettori».

Da registrare anche una nota del consigliere regionale del Movimento Schittulli-Area Popolare Luigi Manca, vicepresidente della III Commissione Sanità: «L’episodio di gravità inaudita e infinito squallore che ha visto suo malgrado vittima un cittadino di Andria mi ha provocato un’indignazione e un senso di frustrazione e desolazione altrettanto profondi. Perché non può essere nemmeno definito ‘bullismo’, ma un concentrato di ignoranza, stupidità, violenza inaccettabile soprattutto perché subita da una persona impossibilitata a difendersi. E’ la Puglia tutta che è stata legata al tronco di un albero con del nastro adesivo: ed è la Puglia che deve allora liberarsi con forza e con coraggio, respingendo e isolando qualsiasi tentativo di farla precipitare in una barbarie che non ci appartiene e non ci deve mai più appartenere».

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