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«Falda e suolo contaminati alla Timac di Barletta» In aumento valori dei veleni

«Falda e suolo contaminati alla Timac di Barletta» In aumento valori dei veleni
di Rino Daloiso

BARLETTA - Timac e contaminazione della falda, che fare? Fra tre giorni, mercoledì 30 settembre, alle ore 12, a Palazzo di Città, si terrà una nuova Conferenza di servizi. All’ordine del giorno, «la verifica delle misure di sicurezza e bonifica dell’impianto industriale Timac».Lo ha annunciato il sindaco Pasquale Cascella, riprendendo una proposta lanciata dall’assessore comunale all’ambiente Irene Pisicchio, nel corso dell’incontro promosso a inizio settembre dal Comitato Operazione aria pulita Bat, guidato dall’avv. Michele Cianci: «Ritengo opportuno e necessaria - sottolineò allora l’assessore Pisicchio - la convocazione, con immediata urgenza, di una conferenza di servizi cittadina con tutte le Autorità, Arpa, Asl, enti competenti e parte privata al fine di mettere in atto un percorso che porti alla immediata risoluzione di questa importantissima vicenda e a un’attribuzione comune di responsabilità di fronte a una situazione ambientale e sanitaria che impone azioni concrete, tempi e risposte certe, senza confusioni e contrapposizioni di ogni genere».

Le ordinanze - Nel frattempo, il 23 settembre, il presidente della Provincia di Barletta, Andria, Trani, Francesco Spina, ha emanato una nuova ordinanza (la numero 4), che si propone di ottenere la bonifica del sito Timac contaminato, perché la precedente (la numero 3 del 13 agosto 2015), peraltro rimasta lettera morta, poteva prestarsi a qualche equivoco ed essere considerata finalizzata «soltanto all’adozione di misure volte ad impedire l’ulteriore inquinamento dell’area e della sua falda e non anche alla bonifica del sito con riferimento alla contaminazione già determinatasi ed accertata dai competenti soggetti giuridici». «La convocazione della conferenza per mercoledì - sottolinea il sindaco - si è resa necessaria a seguito del sopralluogo compiuto lo scorso 23 settembre dalle forze di polizia provinciale e comunale presso l’impianto di Barletta».

Poi la nota di Palazzo di Città aggiunge: «L’iniziativa tiene conto delle comunicazioni dei funzionari degli enti competenti per la tutela dell’ambiente e della salute, conseguenti al provvedimento di Messa in Sicurezza Operativa per il quale il sindaco Pasquale Cascella ha posto ai competenti organi della Regione Puglia l’esigenza di un annullamento parziale o quantomeno di una sospensiva, in modo che il procedimento possa essere riaperto con l’acquisizione e l’approfondimento di tutti gli elementi che l’Arpa, l’Asl e le forze di polizia degli Enti locali coinvolti hanno nel frattempo raccolto o stanno ancora valutando sull’effettiva efficacia degli interventi individuati».

La relazione dell’Asl - Ancora: «Ai soggetti convocati per la Conferenza di servizi, il sindaco ha rimesso in particolare la relazione sul sito industriale Timac trasmessa alla Direzione del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) dell’Azienda sanitaria locale di Barletta, Andria, Trani con nota del 17 agosto 2015 e pervenuta al Comune di Barletta lo scorso 22 settembre nel quale si afferma che “allo stato attuale sussiste un inquinamento ambientale anche se non emergenziale”».Conclusione: «Al riguardo il sindaco ha chiesto al direttore del SISP elementi di precisazione sul rapporto tra lo stato di ”inquinamento ambientale” e il potenziale “rischio sanitario” al fine di individuare le specifiche e adeguate misure a tutela della salute pubblica».

Nel comunicato diffuso da Palazzo di Città non se ne parla, ma la relazione svolta dal dirigente medico del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, dott. Michele Grieco elenca una serie di criticità che caratterizzano il sito Timac tali da lasciare quantomeno sorpresi davanti alla considerazione finale: «Allo stato attuale sussiste un inquinamento ambientale, anche se non emergenziale». Vediamo perché.

Prima ancora, però, non si comprende perché la relazione trasmessa dal dott. Grieco alla Direzione del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, vale a dire al dott. Riccardo Matera, sia pervenuta al protocollo di Palazzo di Città solamente martedì 22 settembre: difetto di comunicazione? Distanze siderali? Dimenticanza? Boh!

Certo è che la relazione annunciata dal dott. Grieco lo scorso 12 agosto nel corso della conferenza di servizi convocata dalla Provincia, a Trani, contiene una fotografia del sito in cui si producono fertilizzanti chimici, che dovrebbe far scattare non uno ma una batteria di campanelli d’allarme.

«Tenuto presente - si legge - che il sito Timac del Comune di Barlettain data 15 dicembre 2008 è stato posto sotto l’attenzione delle amministrazioni pubbliche, in quanto l’Agenzia regionale per l’ambiente della Puglia ha accertato che nel sito in oggetto i livelli di contaminazione del sottosuolo e delle acque sotterranee sono superiori ai valori di soglia di contaminazione».

E quali sono i «superamenti» ricontrati? «Per la matrice suolo - fa sapere il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl - piombo, rame e zinco». E poi: «Per quanto riguarda la contaminazione dell’acqua di falda, cromo esavalente, floruri, solfati e tricloroetano».

Veleni assortiti - Ancora: «L’Arpa Puglia comunicava con la medesima nota “la necessità di avviare un piano di caratterizzazione da parte della Timac”, essendo stato dichiarato sito contaminato, determinando le condizioniper dare seguito al procedimento ambientale di Messa in sicurezza operativo per la matrice suolo per contaminazione di piombo, rame, e zinco di cromo esavalente e solfati per la matrice acqua di falda, naturalmente finalizzata a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l’ambiente per quanto riguarda il rischio sanitario a tutela della salute pubblica».Da galleria degli orrori quello che segue, per i possibili riflessi sulla salute delle persone: «Ritornando ai vari inquinanti riscontrati - prosegue il dott. Grieco - dobbiamo precisare che: - Tutti i composti del cromo sia in atmosfera che nelle acque sono altamente tossici e potenzialmente cancerogeni nel tempo;

- i solfati assunti con l’acqua determinano gravi effetti collaterali gastrointestinali;

- il piombo è classificato tra i principali veleni del sistema nervoso centrale e anche potenzialmente cancerogeno;

- il manganese provoca gravi danni al sistema nervoso centrale e favorirebbe anche il morbo di Parkinson;

- il tricloroetilene, riconducibile a diverse tipologie di lavorazioni industriali, è una sostanza altamente cancerogena per fegato e vie biliari».

Tutto ciò premesso, pertanto, «alla luce di queste considerazioni - è la conclusione del dirigente medico del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica - dobbiamo precisare che allo stato attuale sussiste un inquinamento ambientale anche se non emergenziale (grassetto nel testo, ndr), quindi importante è adottare tutti i sistemi possibili al fine di ridurre o/e eliminare l’inquinamento rilevato, con l’adozione di stemi idonei a ricondurre le concentrazioni degli inquinanti nel suolo, sottosuolo e acque sotterranee e superficiali entro i valori di Concentrazione soglia di contaminazione stabiliti per legge appunto per evitare i danni futuri danitari per la popolazione residente nel Comune di Barletta».

Al momento, i «sistemi idonei» per ridurre l’inquinamento, pur di fronte a ben due ordinanze della Provincia, non sono stati né individuati né messi in atto. Ma noi tutti siamo tranquilli: l’inquinamento c’è «anche se non emergenziale». D’altra parte, è stato rilevato dall’Arpa «solo» dal 2008, che fretta c’è di intervenire?

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