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Processo «Standard & Poor’s» A Trani ascoltato Tremonti  Poi Prodi, Padoan e Monti

Processo «Standard & Poor’s» A Trani ascoltato Tremonti  Poi Prodi, Padoan e Monti
ROMA - L’ex presidente  del Consiglio Romano Prodi, il ministro del Tesoro, Pier  Carlo Padoan, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, e  il responsabile dell’ufficio di vigilanza della Commissione sull'operato delle agenzie di rating, Neomisio Susi: sono i  quattro testi che il pm di Trani, Michele Ruggiero, ha  indicato per l’udienza del 19 novembre prossimo nel processo  contro manager e analisti di S&P. Ruggiero ha anche nominato  Maria Cannata, direttore generale del Tesoro responsabile del  debito pubblico, in caso di indisponibilità di uno dei  precedenti testi. Gli altri testi, tra cui l’ex presidente  del Consiglio, Mario Monti, sono stati indicati per la  successiva udienza fissata per il 10 dicembre.

Oggi il  tribunale ha rigettato l’eccezione sollevata dagli avvocati  della difesa sull'immunità di Padoan, visto che all’epoca  dei fatti contestati era funzionario dell’Ocse. Inoltre sono  stati ascoltati come testimoni il colonnello della Guardia di  Finanza D’Elia, l’ex ministro del Tesoro, Giulio Tremonti e  Elio Lannutti, presidente di Adusbef (associazione che ha  presentato la denuncia da cui è partita l’inchiesta).  Adusbef, rappresentata da Antonio Tanza, partecipa al  processo come parte civile assieme ad Adusbef Puglia,  rappresentata da Astolfo Di Amato, e alcuni risparmiatori  rappresentati da Alessio Di Amato, Antonio Trimboli e  Samantha Caminiti.

Nel processo contro S&P's, l’ipotesi è manipolazione di mercato aggravata attraverso i report sull'Italia. L’inchiesta, condotta dal pm Michele Ruggiero, è partita da una denuncia di Adusbef e Federconsumatori. La Procura ha invece rinunciato alla citazione di Mario Draghi come teste ritenendo che le dichiarazioni rese dall’attuale presidente della Bce durante l’interrogatorio del 24 gennaio 2011 siano sufficienti.

La richiesta di non testimoniare, ricorda l’Adusbef, "sarebbe arrivata dallo stesso Draghi per evitare clamori mediatici ed eventuali strumentalizzazioni in un momento delicato per l’economia internazionale". La decisione di Ruggiero va comunque ratificata dal collegio dei giudici che potrebbe valutare indispensabile la testimonianza "come lo ritiene anche Adusbef".

Draghi, come risulta dal verbale, venne sentito sul pericolo di contagio del sistema finanziario italiano dopo un report di Moody's, la cui posizione è stata archiviata. Tra le altre cose il governatore sottolineava che "la reputazione delle agenzie di rating è stata completamente screditata dall’esperienza del 2007-2008" e "una delle dichiarazioni del Financial stability board è trovare il modo per cui sia gli investitori sia i regolatori potranno farne a meno, comunque potranno avere meno bisogno delle agenzie di rating e dei loro giudizi".

E ancora: "La gente continua a usare questi rating perchè non ha niente di meglio, purtroppo sono altamente carenti, quindi bisogna trovare un sistema per farne a meno o fare meno... meno uso".

TREMONTI: DIFFICILE SPIEGARE DOWNGRADE S&P - "Quello (il 2011) era un periodo di grande turbolenza che non è nemmeno venuta meno dall'intervento salvifico del governo Monti. Lo spread, infatti, rimarrà alto fino al luglio 2012. Difficile dire cosa abbia prodotto quel downgrade" deciso da Standard &Poor's. Lo ha detto l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, deponendo dinanzi al Tribunale di Trani. Il pm Michele Ruggiero ha letto a Tremonti il comunicato del Mef del 21 maggio 2011 nel quale è anche scritto: "I dati macroeconomici sulla base dei quali l'agenzia S&P's ha confermato il proprio giudizio lo scorso dicembre, non solo non hanno subito variazioni sfavorevoli nel corso del primo trimestre 2011, ma in alcuni casi sono risultati migliori. L'unico elemento nuovo, pare costituito dal rischio di una possibile "paralisi" politica. (political gridlock). Questa è da escludere in assoluto". Analisi questa che è stata confermata in aula dall'ex ministro.

"Sarò provinciale, ma se Angela Merkel mi dice che per l'Italia va tutto bene, per me questo è più importante di qualsiasi outlook". Con una battuta l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha spiegato al Tribunale di Trani il suo giudizio sul taglio dell'outlook dell'Italia, da stabile a negativo, deciso da Standard & Poor's il 21 maggio 2011. L'agenzia di rating, sotto processo a Trani per manipolazione del mercato, tagliando l'outlook confermò il rating A+ al debito a lungo termine sottolineando che "le attuali prospettive di crescita sono deboli e l'impegno politico per riforme che aumentino la produttività sembra incerto". 

LANNUTTI: DECLASSAMENTO PER FAR CADERE CAV - "Il declassamento del rating dell'Italia fu deciso per far cadere il governo Berlusconi e far arrivare il governo Monti, non legittimamente eletto". Lo ha detto il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, all'epoca dei fatti senatore del centrosinistra, nella sua breve deposizione al processo per manipolazione del mercato nei confronti di cinque tra analisti e manager dell'agenzia di rating Standard & Poor's. L'Adusbef, che è parte civile, denunciò con esposti a diverse procure italiane il comportamento delle agenzie di rating e dalla denuncia il pm di Trani, Michele Ruggiero, avviò l'indagine ora giunta a dibattimento. Lannutti ha anche ricordato che la Procura di Milano "osò criticare" la decisione della Procura di Trani di avviare l'indagine per manipolazione del mercato, critica che riguardava la questione della competenza per territorio.

TESTE: «S&P SENZA PERSONALE ADEGUATO SU DEBITO» - "Standard e Poor's non ha personale adeguato a svolgere valutazioni sul debito sovrano". Lo ha detto, deponendo dinanzi al tribunale di Trani, il colonnello della Guardia di Finanza Adriano D'Elia che ha condotto le indagini per manipolazione del mercato su Standard & Poor's. I giudizi rilasciati dalle agenzie di rating "non possono essere equiparati a delle opinioni" - ha aggiunto D'Elia - perché "sono utilizzati come atti di indirizzo per la Bce che valuta le garanzie per la concessione dei prestiti".

A sostegno dell'ipotesi accusatoria sull'inadeguatezza del personale a valutare il debito sovrano, sono state indicate alcune intercettazione telefoniche agli atti del processo compiute nel 2011 anche a carico dell'AD di S&P Italia Maria Pierdicchi. In particolare, è stata indicata una telefonata del 3 agosto 2011 tra Pierdicchi e l'allora presidente mondiale della società di rating, Deven Sharma, in cui l'AD lamenta l'assenza in Italia di personale adeguato a svolgere valutazioni sul rating dell'Italia. Il contenuto della telefonata riferito dal col.D'Elia è stato contestato dalla difesa.

S&P: INTERPRETAZIONE ERRATA NOSTRO RUOLO -  "Questo caso si basa su una interpretazione errata del nostro ruolo, che è quello di supportare la trasparenza e la liquidità dei mercati fornendo una opinione indipendente del merito di credito relativo, sulla base delle nostre metodologie pubbliche e trasparenti. Ignora il sistema regolatorio europeo delle agenzie di rating, in cui l'integrità dei nostri processi è attentamente monitorata dalla European Securities & Markets Authority (Esma)". Lo afferma in una nota Standard & Poor's riferendosi al processo in corso a Trani. "Continuiamo a sostenere - prosegue il comunicato - la validità delle nostre azioni di rating sull'Italia prima e durante la crisi dell'Eurozona, e continueremo a difendere le nostre persone da queste accuse completamente infondate".

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