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Caporalato, per morte Paola perquisite case 100 colleghe «Dubbi sulle buste paga»

Caporalato, per morte Paola perquisite case 100 colleghe «Dubbi sulle buste paga»
TRANI - Perquisizioni e acquisizioni documentali nelle abitazioni di un centinaio di braccianti agricole sono state disposte dalla procura di Trani nell’ambito delle indagini sulla morte di Paola Clemente, la bracciante agricola 49enne morta lo scorso 13 luglio mentre lavorava all’acinellatura dell’uva nelle campagne di Andria. Polizia e gdf hanno acquisito agende e annotazioni personali fatte dalle colleghe di Paola: emergerebbero discrepanze tra le buste paga e le giornate effettivamente lavorate.

Per la morte di Paola Clemente la procura indaga al momento tre persone per omicidio colposo e omissione di soccorso. Si tratta di Luigi Terrone, uno dei responsabili della società 'Ortofrutta Meridionalè di Corato (Bari) per conto della quale la donna stava lavorando dopo essere stata assunta da un’agenzia interinale, Ciro Grassi, titolare dell’azienda di trasporti che accompagnava le braccianti, e Filippo Zurlo autista del pullman che percorreva la tratta da San Giorgio Ionico (Taranto), città di residenza della donna, ad Andria, il giorno del decesso.

Dalle acquisizioni documentali eseguite tra ieri e oggi prevalentemente nella provincia di Taranto dagli inquirenti, sarebbero emerse in diversi casi differenze tra le indicazioni delle buste paga dell’agenzia interinale che forniva manodopera, la Inforgrup, e le giornate di lavoro effettivamente svolte dalle braccianti. In sostanza, se nelle busta paga figurano cinque giornate lavorative pagate regolarmente secondo contratto 40 euro, dalle annotazioni delle lavoratrici emergerebbe che le giornate lavorate erano molte di più pagate con la stessa cifra.

Le indagini, coordinate dal pm Alessandro Donato Pesce, sono volte ad accertare, tra l’altro, se l’agenzia interinale fosse consapevole del lavoro che veniva svolto al nero in aggiunta a quello alla luce del sole, o se la parte illecita dell’attività delle braccianti fosse interamente gestita da una struttura di caporalato che, a quanto emergerebbe, avrebbe nella sua organizzazione, in posizioni apicali, anche diverse donne. Pare infatti che l’attività di sorveglianza sui campi delle braccianti venisse svolta dalle 'capomaglià, donne che nella rete organizzativa si collocano subito al di sotto del caporale.
Nel corso delle attività di perquisizioni nelle abitazioni delle colleghe di Paola Clemente, gli investigatori hanno trovato una omertà diffusa e in alcuni casi anche resistenza, tanto che si è dovuto passare al sequestro della documentazione necessaria. La Procura non esclude che il numero degli indagati possa aumentare a breve.

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