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Antiracket, Tano Grasso inaugura sede a Barletta «La 76esima in 25 anni»

Antiracket, Tano Grasso inaugura sede a Barletta «La 76esima in 25 anni»
"Questa di Barletta è la 76esima associazione antiracket che inauguriamo in Italia in 25 anni di storia, per andare in soccorso alle vittime di estorsione e metterle in contatto con le forze dell’ordine, in 25 anni abbiamo avvicinato lo stato ai cittadini". Lo ha detto l’ex commerciante di Capo D’Orlando, fondatore e presidente nazionale della Fai, Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiana, Tano Grasso, intervenendo a Barletta, insieme con il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico e al sindaco Pasquale Cascella per l’inaugurazione dell’associazione.

"Dopo 25 anni – ha aggiunto – siamo diventati un soggetto che ha grande capacità di condizionamento e che ha prodotto importanti leggi in favore delle vittima, anzi si può dire che la legislazione antiracket esiste perchè è stata sollecitata dal nostro movimento". "L'associazione – ha detto Bubbico – ha il compito di costruire una rete di fiducia per vincere la paura e le minacce che le vittime di usura ricevono ma non basta il coraggio dei singoli, serve una rete in cui tutto converga".

"Il racket – ha aggiunto il rappresentante del governo – ha modificato la propria geografia come pure il sistema dominante della mafia, della ndrangheta e della camorra, non ci sono luoghi esenti ma presenze più significative laddove possono contare su un radicamento sociale più profondo, o dove vi sia debolezza e fragilità produttiva". "Per questo – ha concluso – è importante fare rete per affermare i propri diritti ed esercitare non solo una testimonianza ma una militanza attiva in favore della legalità".

A Barletta l’associazione di Tano Grasso si poggia su una realtà preesistente da 12 anni, la Ual, l’associazione Uniti per l'affermazione della legalità, come ha spiegato il suo presidente, Francesco Filannino, che si riconferma alla guida della neo associazione antiracket. "In questi 12 anni in molti si sono rivolti a noi – spiega – ma voglio ricordare il caso di un operatore del mondo agricolo che ha denunciato il suo usuraio: lo abbiamo accolto ridandogli la vita perchè era stato ridotto dal suo aguzzino ai minimi termini".

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