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Amiu Trani chiude bilancio in rosso di oltre 4,6 milioni

Amiu Trani chiude bilancio in rosso di oltre 4,6 milioni
NICO AURORA
TRANI - Adesso è ufficiale: Amiu Spa ha chiuso l’esercizio 2014 con un risultato negativo, definito «cospicuo», pari a 4.648.339 euro di perdita, con un patrimonio netto negativo di 2.635.979. «Le ragioni - spiega l’amministratore unico, Alessandro Guadagnuolo, nella relazione che accompagna il conto economico della società - sono riconducibili a due sostanziali fattori: il contratto di servizio con il Comune di Trani, assolutamente insufficiente a coprire i costi sostenuti dall’azienda per i relativi servizi svolti nel 2014; la sospensione dell’attività di smaltimento, nella discarica gestita dalla società, nell’ultimo quadrimestre del 2014».Il contratto di servizio, stipulato il 13 ottobre 2014, era stato fissato in poco meno di 6 milioni di euro, a fronte dei quasi 11 previsti per l’esercizio dell’anno in corso. Inoltre, se la media della percentuale di raccolta differenziata nell’anno 2013 era stata del 16%, nel 2014 è salita al 20%, restando comunque ben distante da quella prevista a regime. Pertanto, l’Amiu sta pagando la relativa ecotassa, nella misura di 15 euro per tonnellata, almeno evitando l’incremento al 25%.

Intanto, il progetto di raccolta porta a porta prosegue in due limitate aree del territorio centrale della città, mentre, nel frattempo, ci si sta organizzando per la gestione associata del servizio uniforme di spazzamento stradale, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, nonché raccolta differenziata, nell’ambito di raccolta ottimale Barletta-Bisceglie-Trani.Per quanto riguarda la discarica, fino al 4 settembre scorso i rifiuti sono stati conferiti presso l’impianto di contrada «Puro vecchio», dal 5 settembre 2014 al 29 maggio 2015 sono andati all’impianto di biostabilizzazione della Daneco, a Giovinazzo al prezzo di 81,42 per tonnellata, oltre il già citato tributo speciale di 15 euro per tonnellata.

Precedentemente, invece, chi conferiva Trani pagava 44,97 per tonnellata, secondo la tariffa fissata dall’Autorità di bacino nel 2012. Inoltre, dal 1mo gennaio al 29 maggio 2015, i rifiuti bio stabilizzati a Giovinazzo sono stati conferiti alla discarica Linea ambiente, di Grottaglie al prezzo di 78 euro per tonnellata, oltre il tributo speciale.

Dal 30 maggio, ad oggi, i rifiuti vengono conferiti presso l’impianto di biostabilizzazione di Foggia, di proprietà di Amiu Puglia. L’attività dell’Amiu prosegue, dunque, fra mille difficoltà ed incertezze, «e la continuità dell’azienda - secondo quanto scrive l’Au - è subordinata solo alla realizzazione di alcune condizioni che il Comune di Trani, in qualità di socio unico deve realizzare senza indugio: ricapitalizzazione della società (il cui capitale sociale è di un milione di euro, ndr); definizione di un contratto di servizio che assicuri l’integrale copertura dei costi dei servizi affidati e sia adeguato alle esigenze di dotare la società di idonei mezzi ed attrezzature per lo svolgimento di servizi economici, efficaci ed efficienti; supporto, in termini decisionali ed economico-finanziari, finalizzato alla possibilità di dotarsi di impianti di trattamento e valorizzazione di frazioni merceologiche provenienti dalla raccolta differenziata, per esempio - suggerisce Guadagnuolo - attraverso la rifunzionalizzazione della ex ricicleria; supporto, in termini decisionali ed economico-finanziari, finalizzato alla possibile riapertura della discarica (con riferimento al solo terzo lotto, ndr), secondo nuove modalità operative; rispetto dei tempi della corresponsione dei pagamenti relativi ai servizi prestati e fatturati. Tali condizioni - secondo Guadagnolo - fungono anche da presupposto per attuare le idonee operazioni aziendali finalizzate alla riduzione dell’esposizione debitoria nei confronti dei fornitori in genere, nonché all’attivazione di potenziali fonti di finanziamento alternative. Certamente - sottolinea il responsabile dell’azienda -, tali condizioni dovranno essere corroborate da un’oculata politica aziendale, fondata su controllo di gestione, riorganizzazione del lavoro e riduzione dei costi che, unitamente ad ulteriori azioni, sono comunque già state avviate».

Nell’anno 2015 solo in questo modo si potrà predisporre attuare il piano di risanamento e sviluppo nonché il piano industriale.

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