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Curarsi con l’ortoterapia Andria, istruzioni per l’uso

di MICHELE PALUMBO
Curarsi con l’ortoterapia Andria, istruzioni per l’uso
di MICHELE PALUMBO

ANDRIA - Ortoterapia proposta agli ospiti delle strutture riabilitative psichiatriche gestite dalla cooperativa sociale “Questa Città”. La cooperativa opera ad Andria, ma pure a Trani, Spinazzola, Gravina in Puglia, Poggiorsini. L’ortoterapia o Terapia orticolturale è un metodo riabilitativo appartenente all’ambito delle terapie occupazionali. “Innumerevoli – ha spiegato il referente del progetto Ortoterapia della cooperativa “Questa Città”, Antonio Vaccariello - sono i benefici accertati che questa pratica, svolta con regolarità, può apportare agli ospiti: primo tra tutti, l’accrescimento del senso di responsabilità attraverso il contatto e la cura di organismi vivi. A livello fisico, sollecita l’attività motoria: pratiche quali la semina, la potatura stimolano il movimento favorendo il coordinamento occhi-mani- braccia, l’incremento della forza e della resistenza”.

Zucchine, pomodori e melanzane, dunque, e sono soltanto alcuni degli ortaggi che gli ospiti delle strutture riabilitative psichiatriche stanno raccogliendo malgrado la calura estiva, come elementi concreti per una terapia. L’ospite viene inserito in un gruppo di lavoro attivo con cui deve perseguire obiettivi comuni e condividere strumenti e spazi imparando così ad integrarsi con gli altri socializzando, fruendo così di un grande valore aggiunto, attraverso lo scambio di idee e di saperi legati alla terra.

Antonio Vaccariello ha aggiunto: “L’ortoterapia ha ripercussioni positive anche sul tono generale dell’organismo e dell’umore,contribuendo ad attenuare stress e ansia: sviluppa la pazienzanell’aspettare i momenti giusti e consoni alle varie fasi di crescita per avere la raccolta del prodotto pronto per essere consumato. I benefici correlati alle capacità acquisite ed alle scelte fatte sonoautostima e fiducia in se stessi”.
Ma i benefici legati a questa buona pratica non si fermano qui. Si registrano, infatti, miglioramenti riguardanti la capacità di apprendimento degli ospiti, stimolazione delle capacità logiche e memorizzazione con l’imparare il nome delle piante, l’apprendere nozioni spazio-temporali, la ciclicità delle stagioni e i tempi adatti per la semina e per il raccolto, imparando anche ad organizzare lo spazio dell’orto.

Infine, Vaccariello sottolinea anche il ruolo dell’educatore: “Preparare e conduce l’ospite nella cura e nella gestione del verde, nella coltivazione di fiori, ortaggi ed altre piante. Quest’anno, grazie alla presenza di alcuni ospiti particolarmente interessati all’attività, la raccolta di frutta ed ortaggi presso “Villa Saraceno” a Spinazzola, sta dando ottimi risultati anche sul piano della produzione. Un risultato a dir poco importante, non solo dal punto di vista dell’obiettivo raggiunto, ma anche in termini di quantità e, in questi tempi in cui il costo degli ortaggi sale alle stelle, non è cosa di poco conto”.

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