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Barletta, agguato a Ventura (Pd) Pm: ex moglie assoldò il killer «Ti do 30mila euro se lo ammazzi» 

Barletta, agguato a Ventura (Pd) Pm: ex moglie assoldò il killer «Ti do 30mila euro se lo ammazzi» 
BRINDISI – Aveva assoldato un killer per 30.000 euro perchè uccidesse il suo ex marito, Pasquale Ventura, consigliere comunale e capogruppo del Pd a Barletta. Ma l’uomo, raggiunto il 20 gennaio mentre usciva dalla casa di sua figlia, sfuggì all’agguato schivando due colpi di pistola sparati dal sicario maldestro che oggi è stato arrestato insieme alla mandante del tentato omicidio e ad una terza persona che mise in contatto i due.

La donna, Concetta Dimatteo, di 40 anni, secondo gli investigatori sarebbe stata spinta da interessi economici legati a questioni ereditarie. E’ stata arrestata dalla polizia in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trani su richiesta della procura. Le indagini hanno portato in carcere anche Giacomo Lanotte, di 33 anni, accusato di essere l’esecutore materiale dell’agguato, e Artan Belliu, di 54 anni, cittadino albanese, che avrebbe fatto da mediatore mettendo in contatto i due. Altre due persone sono indagate per avere aiutato il gruppo a mettere a punto l'agguato.

Il movente politico, ipotizzato inizialmente per il ruolo ricoperto da Ventura, era stato escluso già nelle prime fasi dell’indagine dagli investigatori che in breve si erano indirizzati verso una pista di tipo familiare. Fondamentali per le indagini sono stati i numerosi filmati dei sistemi di videosorveglianza dei negozi che hanno consentito di ricostruire le fasi precedenti e successive all’agguato. Dalle immagini si vedono due uomini in motocicletta che prima fanno un sopralluogo dinanzi alla casa della figlia di Ventura e poi lo attendono all’uscita per sparagli. Un mese dopo l’agguato erano stati sottoposti a fermo (su richiesta del pm inquirente Mirella Conticelli) Igli Kamberi e Francesco Sibilano, quest’ultimo poi scarcerato dal Tribunale del Riesame a causa della sua posizione ritenuta marginale rispetto a quella di Kamberi che guidava la moto.

Secondo l’accusa, la moglie di Ventura avrebbe incaricato Belliu di assoldare due persone per l’omicidio, promettendo loro un compenso di 30.000 euro a fatto compiuto. Ventura aveva detto alla polizia che chi gli aveva sparato aveva una corporatura "tozza" e si muoveva in maniera lenta e goffa, e questo gli aveva consentito di scampare all’agguato. La descrizione del killer, coincidente con la fisionomia di Lanotte, aveva trovato poi conferma nelle dichiarazioni di un pentito che ha contribuito alla ricostruzione del tutto.

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