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Sindacato denuncia «Bracciante pugliese deceduta nei campi»

Sindacato denuncia «Bracciante pugliese deceduta nei campi»
di Fulvio Colucci

TARANTO - Com’è morta Paola, la bracciante di San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto, che ha perso la vita nelle campagne di Andria la mattina del 13 luglio?A chiederselo il segretario generale della Flai Cgil di Puglia, Giuseppe Deleonardis, perché, a suo giudizio, in questa vicenda «ci sono dettagli che non quadrano». Anzitutto il lasso di tempo intercorso tra il decesso della bracciante, 49enne madre di tre figli, e la diffusione della notizia se si considera il fatto che la Flai Cgil ritiene trattarsi di «morte nei campi che precede quella di Mohammed, il bracciante sudanese vittima della fatica e dei caporali a Nardò».

Poi, sempre secondo la ricostruzione del segretario della Flai Cgil Deleonardis, «lunedì 13 luglio Paola è uscita da casa sulle sue gambe, come tutte le notti, per andare a lavoro ed è tornata in una cassa da morto. È stata sepolta il giorno dopo, sembra senza autopsia e con il nullaosta “telefonico” dato dal magistrato di turno. Il pm - aggiunge De Leonardis - non si è recato sul posto perché, riferisce la polizia di Andria, il parere del medico legale è che si sia trattato di una morte naturale, forse un malore per il caldo eccessivo».

Qui il punto sul quale fare luce, a giudizio del sindacato dei lavoratori agricoli della Cgil: «Le compagne di lavoro hanno riferito che la bracciante lamentava di star male da giorni ed era comunque andata al lavoro e che il soccorso è stato dato da un carabiniere di passaggio, allertato dall’autista del bus che portava le braccianti sui campi. Il militare avrebbe effettuato la respirazione bocca a bocca. Ma sembra che ai carabinieri non risulta. La polizia conferma che sono intervenuti i carabinieri, ma non è chiaro in che termini e quale compagnia. La morte sarebbe avvenuta alle otto di mattina».

Paola è spirata sotto un tendone per l’acinellatura dell’uva, stando alla ricostruzione della Flai Cgil, nelle campagne di Andria, in contrada Zagaria. «Il cuore della donna - recita ancora il comunicato sindacale - ha tradito questa mamma bracciante, facendola crollare nella polvere. Sembra che in ospedale non sia mai arrivata. Il carro funebre l’ha portata direttamente dal campo di lavoro alla cella frigorifera del cimitero di Andria, dove il marito e i figli l’hanno trovata. Sembra che in ospedale non sia mai arrivata. Ma com’è morta esattamente Paola? Restano una serie di dubbi: è stato rilasciato il referto del servizio 118? È stata fatta l’autopsia?».

Racconta il segretario Flai Giuseppe Deleonardis: «In queste condizioni vivono oltre 40 mila lavoratrici vittime di intermediazione di manodopera, caporalato e violazioni contrattuali che si aggiungono al lavoro nero, impegnate nella raccolta di pomodori nelle campagne pugliesi». Altri «invisibili» sui quali gettare una luce di verità e legalità.

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