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Crac Divina Provvidenza Le suore arrestate non rispondono al gip

Crac Divina Provvidenza Le suore arrestate non rispondono al gip
TRANI – Si sono avvalse della facoltà di non rispondere dinanzi al gip del tribunale di Trani Rossella Volpe, nell’interrogatorio di garanzia, le due religiose, suor Marcella Cesa e suor Consolata Puzzello (difese dall’avv. Francesco Paolo Sisto), agli arresti domiciliari dal 10 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Trani sul crac da 500 milioni di euro della Casa di cura della Divina Provvidenza.

Le due religiose sono ristrette nella sede della Congregazione e Casa di cura, a Bisceglie (Barletta Andria Trani), dove il gip, i pm Francesco Giannella (procuratore aggiunto) e Silvia Curione (sostituto procuratore) e il difensore delle indagate si sono recati per le precarie condizioni di salute delle stesse suore.

Le due religiose, ognuna per proprio conto, hanno consegnato al gip e ai pm una memoria difensiva con documentazione, in cui sostengono l’estraneità alla vicenda e chiedono la revoca della misura cautelare. Suor Marcella e suor Consolata, all’epoca dei fatti contestati la prima, rappresentante legale della Congregazione, e la seconda economa, sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e di episodi di concorso in bancarotta, nonchè suor Marcella anche di corruzione per induzione insieme al senatore Ncd Antonio Azzollini e di concorso in falso ideologico.

Nei confronti di Azzollini, anche lui accusato tra l’altro di associazione per delinquere, è stata avanzata al Senato richiesta di arresti domiciliari.

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