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Andria, barchette in piazza contro barcacce della morte

Andria, barchette in piazza contro barcacce della morte
di MICHELE PALUMBO

ANDRIA - In memoria dei migranti, 700 barchette di carta in piazza Catuma ad Andria. L’iniziativa si è svolta nell’ul - tima domenica di aprile, a cura di Avvocato di Strada e Tempi Nuovi. I gommoni, le barcacce che affondano portandosi con se uomini, donne e bambini nel nostro Mediterraneo sono una tragedia che ha scosso e continua a scuotere coscienze e politica, al di là delle semplificazioni di comodo e spesso incivili. Una tragedia che silenziosamente prosegue ogni giorno e che diviene una forte battaglia di civiltà.
E' stato questo lo spirito con cui un gruppo di privati cittadini, coadiuvati e coordinati dall'associazione Avvocato di Strada di Andria, e con la partecipazione dei bambini della cooperativa 'Tempi Nuovi', in piazza Vittorio Emanuele II, la Catuma, durante la mattinata di una bella e solare domenica, hanno lasciato circa 700 barchette di carta: in memoria dei migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee.

La manifestazione ha praticamente replicato quella realizzata il 20 aprile scorso presso la facoltà di Scienze politiche a Bari. Centinaia di barchette nell’immensità di una piazza, quasi a dare concretamente prova di quel che è un gommone o uno scafo, piccolo, malsicuro, nel mare, nel grande mare dove ad un certo punto non si vede alcuna terra. U n’iniziativa, dunque, con grande rilevanza sociale, per sensibilizzare i cittadini sul tema e per far sì che una simile tragedia, come si legge in una circolare ministeriale, «non rimanga sulle pagine dei giornali, ma venga piuttosto compresa a vantaggio di una società sempre più lucida e inclusiva», come hanno sottolineato la responsabile di Avvocato di Strada Onlus, Roberta Porro, e la responsabile del Centro Socio Educativo Diurno "Siddharta" (cooperativa Tempi Nuovi), Sabrina Lorusso.

E alle persone che alla Catuma si sono fermate a vedere incuriosite le minuscole barchette di carta nell’immensa piazza, l’avvocato Roberta Porro ha spiegato cosa stava accadendo: "Una manifestazione nata dall'idea che non si deve dimenticare, che i fari dell'opinione pubblica devono rimanere accesi su questa tragedia immane e su tutte le tragedie che quotidianamente non si sentono. I migranti sono uomini, donne e bambini che cercano un nuovo futuro e il nostro obbligo è quello di tenere i riflettori accesi per spingere chi di dovere ad intervenire seriamente per questa silenziosa e continua strage. Nessuna connotazione politica, ma solo un gruppo di cittadini, bambini e ragazzi, che ha voluto con forza che ci fosse un messaggio che questa tragedia non cadesse nuovamente nel dimenticatoio".

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