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«Una grazia da S. Rita?» presa truffatrice seriale

«Una grazia da S. Rita?» presa truffatrice seriale
di Gianpaolo Balsamo

ANDRIA - «Sono la prediletta di Santa Rita». E con la scusa di intercedere, con le sue preghiere, presso la Santa dei casi impossibili per ottenere una grazia, avrebbe spillato 1600 euro ad una coppia di anziani andriesi, affranti per la perdita prematura di una loro figlia.È successo il mese di agosto dello scorso anno quando l’abile truffatrice, la 41enne Elena Rasizzi Scalora, residente in provincia di Siracusa, si sarebbe introdotta nell’abitazione di due anziani coniugi e, con particolare destrezza, mostrando immaginette di Santa Rita da Cascia e farfugliando orazioni rivolte alla Santa dei casi disperati ed apparentemente impossibili, è riuscita ad appropriarsi di alcuni loro risparmi. La 41enne siracusana, già con precedenti specifici per truffa sempre ai danni di anziani (la donna, infatti, un anno fa, insieme al figlio 20enne fu assicurata alla giustizia dai poliziotti del commissariato di Galatina perchè si finse impiegata del Comune incaricata di verificare se la vittima di turno, una «nonnina» di 86 anni, avesse i requisiti per ottenere il bonus di 80 euro previsto dal governo Renzi), con modi garbati e professionali, si è presentata alla porta dei due coniugi andriesi fingendosi devota a Santa Rita e predicatrice.

Alla donna, pare, non sarebbe stato difficile carpire la fiducia delle due anziani vittime che, come detto, da poco tempo avevano patito la perdita di una figlia. Gli anziani avrebbero fatto accomodare la donna nella loro abitazione convinti di ricevere dalla stessa parole di conforto e l’intercessione presso la Santa.

Elena Rasizzi (arrestata anche lo scorso mese di novembre dai carabinieri di Giovinazzo sempre per truffa ai danni di anziani, perchè si sarebbe presentata ad un 80enne come una dottoressa dell’Inps con l’incarico di verificare gli importi delle pensioni percepite dagli anziani), invece, approfittando della situazione, avrebbe convinto i coniugi di Andria ad avvolgere la somma di denaro di 1.600 euro in un fazzoletto, che, tra preghiere e litanie, proprio come un’abile prestigiatrice, riusciva a sostituire con un altro fazzoletto , ovviamente privo dei risparmi. La donna, secondo quanto gli anziani avrebbero poi denunciato ai poliziotti del commissariato, si sarebbe intrattenuta una ventina di minuti nella loro abitazione, senza destare mai alcun sospetto ma pregando in loro compagnia.

Ma, una volta accortisi dell’ammanco e della truffa subita, gli anziani andriesi hanno denunciato l’accaduto ai poliziotti di una volante del commissariato.

Gli agenti (coordinati dal primo dirigente Vincenzo Massimo Modeo), sulla base delle indicazioni raccolte e dopo aver visionato le immagini delle telecamere di sorveglianza, sono riusciti a identificare la presunta truffatrice «seriale» anche sulla base dei dati forniti da alcune strutture ricettive fra Trani e Bisceglie dove la donna avrebbe pernottato.

Non è escluso, inoltre, che la 41enne siciliana possa aver messo a segno altre analoghe truffe anche in altri comuni dell’hinterland (Trani, Barletta, Bisceglie e Corato).

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