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Marianna, voce barlettana che parla da Melbourne

Marianna, voce barlettana che parla da Melbourne
di GIUSEPPE DIMICCOLI

BARLETTA - La sua voce, ogni mattina, mette il buono umore sul volto e nel cuore degli italiani di Australia. E andrebbe anche meglio se il suo viso potesse vedersi. È una storia, quella di Marianna Dibenedetto sangue e corde vocali di puro stampo barlettano, che dimostra quanto passione, capacità e volontà rendano i sogni i compagni di vita. Marianna, a soli 31 anni, è la voce italiana di «Rete Italia», radio nazionale italiana, che trasmette rigorosamente nella lingua tanto cara a Dante da oltre 20 anni.

È singolare che Marianna si presenti ai lettori della Gazzetta confessando che: «Dopo un’infanzia da timida, ma così timida da non riuscire a parlare in presenza di estranei, in piena adolescenza sono riuscita a tirare fuori la voce: a scuola, con gli amici e finalmente con gli estranei. Tutto questo e’ avvenuto grazie alla radio e alla musica». Le sue esperienze lavorative sono iniziate quando aveva 16 anni: prima ad «Antenna 1» e «Radio Barletta Stereo» di Barletta e nove intensi anni a Radio Selene. «Tutta la numerosa comunità italiana è attiva, reattiva e interattiva - racconta al cronista Marianna, con la sua solita allegria -. Sono in onda ogni mattina dalle 10.30, ora locale di Melbourne, ed è possibile seguirmi in diretta in streaming su www.nicheradio.com.au».

È bello sapere come vi è arrivata: «Lo scorso ottobre sono partita per l’Australia con la voglia di farmi una bella esperienza all’estero, senza grandi aspettative, disposta a fare qualsiasi lavoro per mantenermi e per visitare questa meravigliosa nazione - ha proseguito Marianna -. Entrare in questo paese non è facile, ma neanche impossibile, basta informarsi, smanettare su internet e ottenere il visto giusto. Ho lasciato un paio di curriculum, in un bar e in un ristorante, perchè il settore dell’ospitalità è il primo nel quale si buttano tutti i giovani che non sanno da dove iniziare».
Poi il lampo di genio: «Durante il mio giro però mi sono detta: c’e’ una radio italiana a Melbourne, perchè non lasciare anche a loro il mio curriculum?». Il sogno ha inizio: «Mi hanno chiamata il giorno dopo, fissato il provino e mi hanno assunta. Faccio il lavoro che amo dall’altra parte del mondo e in italiano. Mi confronto ogni giorno con gente diversa e appena posso si va all’Oceano o in giro per diverse località».
«Il mio programma si chiama “Boomerang” in coppia con me c’e’ Andrea Siciliano. Insieme cerchiamo di tenere sempre aperte delle finestre sull’Italia, riportando notizie da ogni regione, senza tralasciare quello che accade quotidianamente qui in Australia. Ogni mattina lanciamo il nostro “Boomerang” per raccogliere pareri e opinioni degli ascoltatori su un tema diverso. Quotidianamente facciamo il giro dell’Australia cercando di alleggerire le ore del mattino in cui gli italiani sono a lavoro o in macchina bloccati nel traffico. Il mio editore è Ubaldo Larobina che oltre ad occuparsi della radio insieme ai suoi due figli, si occupa di due giornali, bisettimanali, “Il globo” e “La Fiamma”, redatti e stampati interamente in lingua italiana».

«Nei primi mesi di lavoro ho avuto modo di intervistare Laura Pausini e Luciano Ligabue: entrambi per la prima volta in concerto in Australia. Sono stati davvero squisiti e hanno regalato agli italiani momenti indimenticabili. Grazie a “Rete Italia” ho anche conosciuto la storia della comunità italiana, le vicende degli emigranti che l’Italia l’hanno lasciata, ma mai dimenticata. Intere famiglie, da piccoli paesini, sono venute qui quando non c’era niente e tutto era da fare e costruire. Hanno fatto numerosi sacrifici che col tempo sono stati ripagati. Non mancano tanti operosi pugliesi». Marianna, prima di salutare «tutti i miei amici» dispensa alcuni consigli per i giovani: «È necessario arrivare preparati e informati e con un buon livello d’inglese. Indispensabile la giusta dose di forza e coraggio e un po’ di sogni e piedi per terra e con spirito d’adattamento: qui è tutto diverso. Lo sanno bene i giovani, i nuovi emigranti che in migliaia, ogni anno, partono dall’Italia per provare a cambiare vita, a costruirsi un futuro che causa crisi nel nostro Paese è sempre più un miraggio. Alcuni restano per l’intera durata del visto, altri dopo il primo o il secondo mese, tornano in Italia perchè non hanno trovato nulla e hanno finito i loro soldi o perchè hanno cambiato idea. Il "sogno australiano" può diventare realtà ma ci vuole una forte motivazione».

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