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Bufera Bcc Canosa no a fusione «Cra» e il presidente lascia

Bufera Bcc Canosa no a fusione «Cra» e il presidente lascia
BARI - L’assemblea dei soci ha «sfiduciato» il progetto di incorporazione della Bcc di Canosa-Loconia nella Cra di Castellana. E dunque lunedì il presidente della Bcc, Enzo Princigalli, ha rassegnato le dimissioni. Una nuova bufera investe dunque la piccola banca della sesta provincia, alle prese con un faticoso tentativo di risanamento

Princigalli giustifica le dimissioni con «motivi personali e professionali»: «Ritengo - dice - di aver chiuso una fase importante e proficua. Il bilancio è stato approvato all’unanimità con un utile di 3,6 milioni: è una banca solida, in grado di procedere - come altre Bcc stanno facendo su impulso di Bankitalia - a una aggregazione». 

Ma nella lettera consegnata ai consiglieri, il presidente uscente prende atto di una sostanziale sfiducia al progetto di fondersi nella Cassa rurale di Castellana, lanciato dopo i rilievi ispettivi di Bankitalia: pur non essendo il progetto all’ordine del giorno, l’assemblea ha respinto la proposta di ridurre a 8 il numero di componenti del cda (così da non non sostituire due dimissionari), ed ha anzi nominato proprio chi si era schierato contro la fusione. «A nulla sono valsi - scrive Princigalli - la lettura della relazione (...) finalizzata ad illustrare compiutamente e fedelmente le fragili condizioni patrimoniali e reddituali prospettiche della banca e l’esistenza di reiterati provvedimenti con i quali la Banca d’Italia ha ripetutamente sollecitato l’aggregazione». 

In più, scrive Princigalli, uno dei neo-consiglieri, Gianfranco Capacchione, gli ha imputato «una presunta incapacità di tutelare la “banca del territorio”» ed ha fatto «inaccettabili ed infondate insinuazioni su presunti conflitti di interesse del presidente della Cra di Castellana nell’operazione straordinaria». Una posizione che Princigalli bolla come «demagogica»: «È vero - dice ora - che con la fusione si perde qualche poltrona, ma i clienti-soci e il territorio ha tutto da guadagnare».

Quando nella lettera parla di «fragili condizioni patrimoniali e reddituali prospettiche», Princigalli si riferisce probabilmente al fatto che il bilancio 2014 si è chiuso con 3,6 milioni di utile grazie a una plusvalenza da 6,4 milioni ottenuta con la vendita di titoli. In più, come è detto nella nota integrativa, il bilancio 2014 non tiene conto di sofferenze «di importo complessivamente significativo»: «a causa di disfunzioni organizzative interne» la banca ha «avviato con ritardo le procedure operative preliminari necessarie a concludere l’iter giuridico di accertamento dello stato di insolvenza di talune posizioni di rischio». Bankitalia ha in corso una nuova ispezione sulla Bcc di Canosa. [m.sc.]

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