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Lungo il fiume Ofanto degrado e alberi giù

BARLETTA - «Una operazione condotta nei giorni scorsi lungo il fiume dell’Ofanto presso il ponte della ferrovia adriatica ha portato, oltre che alla contestazione di alcuni illeciti, la scoperta di tagli, senza alcuna autorizzazione, alberi di proprietà pubblica per ricavare altro terreno nel piantare abusivamente o ricavare legname». Così un comunicato di Sabrina Cafagna la presidente Provinciale dell’Associazione Ekoclub
Lungo il fiume Ofanto degrado e alberi giù
BARLETTA - «Una operazione condotta nei giorni scorsi lungo il fiume dell’Ofanto presso il ponte della ferrovia adriatica ha portato, oltre che alla contestazione di alcuni illeciti, la scoperta di tagli, senza alcuna autorizzazione, alberi di proprietà pubblica per ricavare altro terreno nel piantare abusivamente o ricavare legname». Così un comunicato di Sabrina Cafagna la presidente Provinciale dell’Associazione Ekoclub

«Nell’occasione le guardie dell’Ekoclub International hanno constatato ancora una volta le difficili condizioni ambientali in cui grava il più grande fiume della Puglia. Il degrado è maggiormente evidente proprio nel cosiddetto “Parco Fluviale”, che dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della Nostra Provincia - continua la nota. Le guardie Volontarie dell’Ekoclub hanno costatato la presenza di discariche abusive ed il taglio abusivo di alberi».

Michele Palmitessa e Giuseppe Bufo ( ex Guardia Provinciale in pensione) , coordinatori provinciali di numero dieci Guardie Giurate Volontarie dell’ Ekoclub, lanciano un appello con molta amarezza: «Percorrendo alcuni tratti adiacenti al corso del fiume Ofanto si ha oggi, ancor meno di ieri, la possibilità di godere di paesaggi interessanti, ma occorre fare presto, perché a breve ci sarà ben poco da ammirare. Gli alberi, ad esempio: in un solo giorno abbiamo censito oltre 18 punti, tra piccoli e grandi fusti, in cui sono stati abusivamente abbattuti ( un reato penale).
Si percepisce in queste zone una sensazione di abbandono da parte di tutti. Se non si avviano subito attività di repressione degli illeciti, si corre il rischio che queste aree siano perdute per sempre nel degrado. Non è possibile lasciare la risoluzione di questi problemi unicamente sulle spalle di cittadini come le guardie che volontariamente e gratuitamente cercano di tamponare le emergenze».

Sabrina Cafagna precisa: «Il patrimonio boschivo è fondamentale per la nostra vita, gli alberi andrebbero tutelati e controllati, soprattutto quando li troviamo in ambienti naturali e soprattutto nei Parchi» .

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