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«Ius soli», 18 ragazzi diventano cittadini

di GIUSEPPE DIMICCOLI
BARLETTA - «Qui si nasce e si vive da cittadini italiani, tutti». Così il sindaco Pasquale Cascella riassume il messaggio che sarà lanciato oggi, martedì 17 marzo, in occasione della «Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera». quando sarà conferita la Cittadinanza Civica “Ius Soli” a 18 minori di origine straniera nati in Italia
«Ius soli», 18 ragazzi diventano cittadini
di GIUSEPPE DIMICCOLI

BARLETTA - «A Barletta si nasce e si vive da cittadini italiani, tutti». Così il sindaco Pasquale Cascella riassume il messaggio che sarà lanciato oggi, martedì 17 marzo, in occasione della «Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera». Alle ore 10, nella scuola “Alessandro Manzoni” di Barletta (viale Guglielmo Marconi, 12), sarà conferita la Cittadinanza Civica “Ius Soli”, nel rispetto di quanto deliberato dal Consiglio comunale l’11 novembre 2014, a 18 minori di origine straniera nati in Italia e che studiano nelle scuole di Barletta.

Il riconoscimento affermerà e rinsalderà, quindi, il legame con la città, alla presenza del prefetto, Clara Minerva, delle rappresentanze del consiglio comunale e della giunta, e del garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del Consiglio Regionale della Puglia, Rosangela Paparella. Il momento sarà suggellato da diverse iniziative già sviluppate nelle scuole cittadine sui principi della Costituzione di non discriminazione e uguaglianza, rinnovando così l’impegno ad animare lo spirito dell’unità nazionale con i valori universali di solidarietà e di rispetto della persona umana in cui tutti possono riconoscersi.

Testimonial della giornata, il giocatore del Barletta Ameth Fall e l’atleta Veronica Inglese. Fotografi d’eccezione, i ragazzi dell’Istituto “Colasanto” di Andria impegnati in un percorso formativo grafico- pubblicitario sui diritti civili. Parla Rosangela Paparella, garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del Consiglio Regionale della Puglia. Onora questa nomina con grande umanità mai disgiunta da competenza e tenacia. I suoi occhi lo testimoniano in maniera inequivocabile. La sua presenza, oggi a Barletta, è un segno molto forte che deve responsabilizzare tutti a rendere questa città più a misura di bambini.

Barese di nascita è stata nominata nel 2011 come prima Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella Regione Puglia è docente di ruolo nella scuola secondaria di I grado. Esperta in relazione di aiuto ed in processi formativi in ambito socio-educativo dal 1992 e’stata impegnata presso realtà associative ed organizzazioni del privato sociale nella progettazione e realizzazione di interventi rivolti ad insegnanti, genitori, operatori sociali e ragazzi sulle tematiche della educazione alla pace ed alla nonviolenza, della relazione educativa, della promozione del benessere nei sistemi familiari e delle pari opportunità di genere. Ha seguito progetti di ricerca sul bullismo nei contesti scolastici in rete con l’Università degli Studi di Bari, istituti scolastici e soggetti privati. In particolare negli ultimi dieci anni ha promosso e realizzato progetti di sostegno alla genitorialità nell’ambito dei centri territoriali per le famiglie.

Dottoressa Paparella è contenta? «Certo. Molto. Il concetto stesso di “origine straniera” oggi poco ci racconta della grande varietà di condizioni, e di storie che hanno segnato gli arrivi di migranti in Italia. Basti pensare che, nel 2014, per la prima volta si è registrato un sorpasso storico: tra gli oltre 800.000 alunni cittadini non italiani, che rappresentano ben il 9% del totale, il 51,7% sono bambini e bambine nati in Italia! Si tratta molto spesso di bambini che parlano perfettamente l’italiano, spesso anche il dialetto, e molto ben inseriti nei contesti scolastici e sociali».

Che significato attribuisce a questa iniziativa? «Tanti e importanti. Anche per questo l’iniziativa di consegna della cittadinanza onoraria agli alunni “stranieri” delle scuole cittadine assume più significati: ha una profonda valenza simbolica per l’intera cittadinanza, in quanto definisce Barletta come città matura per l’integrazione e l’inclusione effettiva di queste famiglie, allo stesso tempo per gli ex migranti rappresenta un passaggio verso il radicamento e l’appartenenza alla comunità».

Auspicherebbe che la cerimonia fosse realizzata anche in altri comuni? «Quando un Comune fa propria un’iniziativa di questo tipo può sollecitare il mondo politico affinché la questione della cittadinanza per i bambini nati in Italia divenga presto oggetto di una legge nazionale. Anche da questo punto di vista, quindi mi auguro che l’elenco, ancora troppo esiguo, di Comuni pugliesi che hanno già reso cittadini onorari i più piccoli tra gli “stranieri” del loro territorio vada allungandosi ulteriormente».
Grazie. «Grazie a voi per l’ attenzione».

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