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Barletta, due fermi per l'attentato a consigliere del Pd Escluso il movente politico

BARLETTA - Gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito, nella notte, due fermi a Barletta (BAT) nei confronti dei presunti attentatori che, il 20 gennaio scorso, si avvicinarono in moto al consigliere comunale Pasquale Ventura, capogruppo del Partito Democratico di Barletta, sparandogli contro due colpi di pistola, senza ferirlo. Ventura divenne bersaglio dei due uomini, attorno alle 14.30 del 20 gennaio, mentre stava per entrare in auto nei pressi dell'abitazione della figlia
Barletta, due fermi per l'attentato a consigliere del Pd Escluso il movente politico
BARLETTA – Non fu un agguato politico. Gli investigatori ne sono sicuri. Così come sono sicuri che a tentare di uccidere il consigliere comunale di Barletta, Pasquale Ventura, capogruppo del Pd, furono i pregiudicati Francesco Sibilano, di 28 anni, di Andria, e Igli Kamberi, di 29, albanese. I due sono stati fermati oggi dalla polizia con l'accusa di essere gli autori dell’agguato del 20 gennaio scorso, compiuto per strada, a Barletta, durante il quale Ventura rimase miracolosamente. I fermati dovranno rispondere di tentativo di omicidio e detenzione di armi e munizioni.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, che si è avvalsa delle riprese telecamere di videosorveglianza posizionate in diverse zone della città, i due, dieci minuti prima delle ore 15 del 20 gennaio, attesero Ventura sotto casa della figlia, a bordo di un’auto e misero in atto una sorta di sopralluogo. Subito dopo raggiunsero un box in città, lasciarono l’auto e salirono in sella a una motocicletta, Sibilano alla guida e Kamberi dietro. Raggiunsero quindi via Firenze e appena Ventura uscì dal portone di casa di sua figlia spararono contro il capogruppo del Pd due colpi di arma da fuoco.

A sparare – secondo quanto accertato – fu Kamberi. Le indagini sono state complesse, hanno riferito stamani gli inquirenti in procura, che hanno utilizzato i metodi tradizionali ma si sono avvalsi anche di mezzi informatici. "Il problema – ha riferito il vice commissario di Barletta Antonio Corvasce – è stato riuscire a 'targarè la moto". Non essendo la targa ben visibile, pur avendo identificato i due, mancando altre prove e tracce concrete, la polizia è riuscita a risalire a quella targa dal profilo Facebook dei due, su cui la moto era in bella evidenza e pure la targa.

Ieri, inoltre, la polizia, ha sequestrato 13 munizioni, di quelle utilizzate anche per sparare a Ventura, adatte a pistole di tipo revolver, e i due caschi, uno integrale, e l’altro a "scodella", che sarebbero stati utilizzati dai due fermati nel corso dell’agguato.

"Le indagini sono ancora in corso – ha concluso il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo – ma al momento possiamo solo dire che è escluso che il movente dell’agguato sia politico". Sin da subito gli inquirenti si sono concentrati sulla vita privata e familiare del capogruppo del Pd, definendola "burrascosa" e "litigiosa".

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