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Ipogei di Trinitapoli ministro Franceschini inaugura la mostra

TRINITAPOLI – Un sistema di strutture scavate nella roccia calcarea realizzate agli inizi della media età del Bronzo, almeno 1800 anni prima della nascita di Cristo: è quanto ha fatto venire alla luce la Soprintendenza ai Beni archeologici della Puglia, attraverso scavi in corso da oltre un ventennio, in territorio di Trinitapoli. Oggi un primo passo verso la realizzazione del Museo archeologico degli Ipogei di Trinitapoli viene compiuto con l’inaugurazione, da parte del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini
Ipogei di Trinitapoli ministro Franceschini inaugura la mostra
TRINITAPOLI (BARLETTA ANDRIA TRANI) – Un sistema di strutture scavate nella roccia calcarea realizzate agli inizi della media età del Bronzo, almeno 1800 anni prima della nascita di Cristo: è quanto ha fatto venire alla luce la Soprintendenza ai Beni archeologici della Puglia, attraverso scavi in corso da oltre un ventennio, in territorio di Trinitapoli. Oggi un primo passo verso la realizzazione del Museo archeologico degli Ipogei di Trinitapoli viene compiuto con l’inaugurazione, da parte del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, della mostra 'Un santuario per la Deà.

Gli ipogei di Trinitapoli, sottolinea la Soprintendenza in una nota, presentano peculiarità tali da renderli documenti unici tra le conoscenze sulla protostoria italiana. Quelle strutture scavate nella roccia servivano a celebrare riti connessi alla fertilità e ai cicli della vita e della morte, e successivamente venivano impiegate per la sepoltura collettiva di individui appartenenti probabilmente alle comunità locali.

Proprio i numerosi reperti trovati nel corso degli scavi e che accompagnavano i defunti nel loro viaggio verso l’aldilà, svelano da una parte il rango sociale dei più antichi abitanti di Trinitapoli, definiti 'popolo degli Ipogeì dalla direttrice degli scavi e del progetto, Anna Maria Tunzi, e dall’altra parte la fitta rete di relazioni che essi intrattenevano con le comunità stanziate nell’area dei Balcani e dell’Egeo. In alcuni casi i reperti sono di straordinario valore per fattura, tipologia o perchè realizzati in bronzo, avorio e ambra, e risultano spesso prodotti sull'altra sponda dell’Adriatico, indicando i contatti tra i capi della comunità locale e i mercanti che nell’età del Bronzo solcavano il Mediterraneo.

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