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Ofanto, quella torretta troppo vicina al ponte romano

di PAOLO PINNELLI
CANOSA - La torretta per ammirare il ponte ed il fiume appare troppo vicina al ponte romano sull’Ofanto. Se gli architetti difendono la bontà della posizione, resta il dubbio che - posizionata sull’altra sponda - avrebbe regalato ben più suggestivi panorami ai turisti. A sollevare la questione della ingombrante presenza della torretta è stato il vicepresidente della Fondazione archeologica canosina, Francesco D’Ambra
Ofanto, quella torretta troppo vicina al ponte romano
di PAOLO PINNELLI

CANOSA - Il Ponte romano posto sul l’antica via Traiana, ha consentito per secoli il collegamento tra Canosa e la Daunia, rappresentando un’importante arteria per l’intero meridione. Da qualche tempo, il panorama del ponte lo si può godere anche ad una decina di metri di altezza, salendo su una torretta in legno realizzata con i fondi del progetto «Le porte del Parco fluviale del fiume Ofanto».

Fin qui la situazione. Un cartello, nei pressi della torretta ricorda la realizzazione di una struttura la cui presenza però appare quasi inquietante. Dall’ingresso dello svincolo, infatti, la torretta campeggia già sullo sfondo finendo man mano per apparire - se non proprio ingombrare - la vista della città in lontananza. Un panorama che si «deturpa» definitivamente una volta raggiunta la metà del camminamento del ponte. La «posizione» della torretta è tornata al centro dell’attenzione non più di una settimana fa, nel corso di un incontro indetto dalla Provincia di Barletta Andria Trani, settore Ambiente, gestore provvisorio del Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto. A sollevare la questione della ingombrante presenza della torretta è stato il vicepresidente della Fondazione archeologica canosina, Francesco D’Ambra, rilevandone la poco felice collocazione a ridosso del prestigioso manufatto romano.

Sulla questione era intervenuto in un incontro a Palazzo di città, il presidente dell’Ordine degli architetti della Bat, Giuseppe D’Angelo, affermando e chiarendo che la torretta è un’opera «di buona architettura, nel senso che la stessa è realizzata bene nella sua tecnica costruttiva e rispetta il conteso non solo eco-sistemico ma anche antropico, culturale e storico». Fin qui l’indubbio parere tecnico. Ma la presenza ingombrante della torretta lascia perplessi in ogni caso, soprattutto se si pensa che il suo «scopo» è quello di rendere meglio visibile il fiume Ofanto ed il suo corso.

Il dubbio sorge quando, saliti sulla struttura in legno, dal quel balcone, si scorge ben poco del corso del fiume, e ancora meno del ponte romano se non il solo camminamento. Vengono «meno» invece sia la bellezza del ponte, con le sue arcate, sia il corso del fiume, ed ancor più il panorama. Se avessero posizionato la torretta non già all’inizio del ponte sulla sponda Canosa ma un centinaio di metri più a monte e sulla sponda Cerignola, avrebbe invece regalato ai visitatori un spettacolo ben più affascinante con il tratturo regio, in primo piano, i ruderi di Bagnoli e l’Arco Varrone, con Canosa sullo sfondo. Una «vista» che sarebbe stata più affascinante. Invece si è scelta una posizione tecnicamente forse incontestabile ma esteticamente del tutto discutibile.

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