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Trani, inchiesta derivati Passera, Bazoli e altri 13 a processo dal 6 luglio

TRANI – Comincerà il 6 luglio prossimo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Trani, il processo per truffa pluriaggravata e continuata agli ex vertici di Banca Intesa e di Banca Caboto (ora Banca Imi), gruppo IntesaSanpaolo, che il pm Michele Ruggiero (foto) ha citato in giudizio nel novembre scorso. Tra i 15 imputati Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di IntesaSanpaolo ed ex presidente del Cda di Banca Intesa; Corrado Passera, ex ministro per lo sviluppo economico e AD di IntensaSanpaolo sino al 2011
Trani, inchiesta derivati Passera, Bazoli e altri 13 a processo dal 6 luglio
TRANI – Comincerà il 6 luglio prossimo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Trani, il processo per truffa pluriaggravata e continuata agli ex vertici di Banca Intesa e di Banca Caboto (ora Banca Imi), gruppo IntesaSanpaolo, che il pm Michele Ruggiero ha citato in giudizio nel novembre scorso.

Tra i 15 imputati Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di IntesaSanpaolo ed ex presidente del Cda di Banca Intesa; Corrado Passera, ex ministro per lo sviluppo economico e AD di IntensaSanpaolo sino al 2011; Giovanni Gorno Tempini, ex amministratore delegato di Banca Caboto, oggi AD di Cassa depositi e prestiti; Enrico Salza, ex presidente del consiglio di gestione di IntesaSanpaolo; Giampio Bracchi, ex vicepresidente e componente del comitato esecutivo di Banca Intesa; e Andrea Munari, ex AD di Banca Caboto.

Sono accusati, a vario titolo, di aver fatto sottoscrivere prodotti derivati swap a due imprenditori del nord barese - Ruggiero Di Vece, titolare della ditta Euroalluminio, e Vincenzo Grimaldi, titolare del calzaturificio 'Vingi Shoes' – dicendo loro che avrebbero permesso una "copertura dal rischio di variazione del tasso d’interesse" variabile dei mutui che essi avevano stipulato tra il 2004 e il 2011. Invece – secondo il pm - ai due clienti furono fatti firmare derivati truffaldini che aggravarono la loro posizione perchè erano ingegnerizzati in modo tale da favorire solo le banche che ottennero un ingiusto profitto patrimoniale stimato in oltre 260 mila euro.

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