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Protesta ad Andria dei lavoratori Euronics 20 licenziati da marzo

ANDRIA – Ripreso alle 17 il sit-in di protesta, all’ingresso del centro commerciale di Andria, dei dipendenti del punto vendita Euronics, di proprietà del gruppo Siem Media Puglia srl. A partire da marzo prossimo saranno senza lavoro perchè l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per crisi. A turno, compatibilmente con gli orari di lavoro, sono rimasti fuori dal negozio, all’ingresso del centro commerciale
Protesta ad Andria dei lavoratori Euronics 20 licenziati da marzo
ANDRIA – Ripreso alle 17 di oggi il sit-in di protesta, all’ingresso del centro commerciale di Andria, dei dipendenti del punto vendita Euronics, di proprietà del gruppo Siem Media Puglia srl. A partire da marzo prossimo saranno senza lavoro perchè l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per crisi. A turno, compatibilmente con gli orari di lavoro, sono rimasti fuori dal negozio, all’ingresso del centro commerciale, dove hanno collocato uno stendibiancheria e appeso le loro maglie con la scritta 'Euronics'. Maglie che si sono inzuppate per la pioggia che sta cadendo ininterrottamente da questa mattina.

Dopo un anno di contratto di solidarietà, nell’ultimo periodo ridimensionato per due volte e poi sospeso da dicembre a metà gennaio, i 20 dipendenti hanno ricevuto la comunicazione dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo per crisi. E’ previsto che lavorino fino al 28 febbraio prossimo. "Questo non è tollerabile – spiega la responsabile provinciale della Filcams Cgil, Tina Prasti – perchè noi non crediamo alla crisi, ci sembra, al contrario, che l’azienda abbia usato per un anno gli ammortizzatori sociali per fare cassa e noi non ci stiamo". La sindacalista ha aggiunto che, a dimostrazione del fatto che gli affari andrebbero bene, la direzione dell’azienda oggi ha dovuto chiamare addetti dal punto vendita di Barletta, nonostante i lavoratori in protesta stiano lavorando secondo i turni. "Alle casse sono in difficoltà per la grande affluenza di clienti – spiega – gli affari non vanno male, ma ho letto quanto l'amministratore, Matteo La Torre, ha detto in una intervista rilasciata ieri a un quotidiano ed è stato illuminante. Dice di voler chiudere i punti vendita nei centri commerciali - riferisce Prasti – e assumere secondo le nuove normative messe in campo dal governo, più convenienti, aprendo nuovi punti vendita in capannoni privati e non più in centri commerciali, dai costi esosi".

"Questi lavoratori – conclude la sindacalista – hanno diritto ad avere risposte e certezze per il loro futuro e urge un incontro con la proprietà che, dal canto suo, sta prendendo tempo. Noi siamo qui, dove è giusto che avvenga quell'incontro".

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