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Turismo in Puglia con il marchio parco Alta Murgia

di GIUSEPPE ARMENISE
BARI - Pagliari, jazzi, masserie, lagne, mungituri: il glossario del territorio dell’Alta Murgia segna una specie di percorso incantato che è una scoperta continua tanto per chi piova per la prima volta da queste parti tanto per chi creda di conoscerla, la Murgia. Ed è proprio una specie di percorso incantato, insieme un testo frutto di un approfondimento tecnico-scientifico e un viaggio in paesaggi inaspettati attraverso un ampio reportage fotografico, quello contenuto nella guida presentata all’Università di Bari
Turismo in Puglia con il marchio parco Alta Murgia
di GIUSEPPE ARMENISE

BARI - Pagliari, jazzi, masserie, lagne, mungituri: il glossario del territorio dell’Alta Murgia segna una specie di percorso incantato che è una scoperta continua tanto per chi piova per la prima volta da queste parti tanto per chi creda di conoscerla, la Murgia. Ed è proprio una specie di percorso incantato, insieme un testo frutto di un approfondimento tecnico-scientifico e un viaggio in paesaggi inaspettati attraverso un ampio reportage fotografico, quello contenuto nella guida presentata all’Università di Bari.

Con questo nuovo strumento di conoscenza si aggiunge così l’ennesimo tassello all’attività di valorizzazione dell’area del parco nazionale fra tredici Comuni delle province di Bari (ora città metropolitana) e Bat (in via di scioglimento) assurti in questi anni, proprio grazie all’ente parco, all’o n o re di riviste e operatori specializzati tanto dal lato ambientale quanto da quello turistico (con particolare attenzione al turismo ambientale o, meglio, ecoturismo) culminato recentemente nel riconoscimento internazionale della Carta europea del turismo sostenibile (Cets).

«In questi anni - spiega il presidente dell’ente parco nazionale, Cesare Veronico - il brand parco ha acquisito una notorietà evidente. Lungi da noi l’idea di fare solo uno spot pubblicitario, abbiamo voluto produrre un vero e proprio manuale per spiegare cosa c’è che rende questa una terra tanto unica quanto enigmatica, solo apparentemente inospitale, con le sue estensioni di terreno pietroso e i le sue aree boscate, nelle quali è tornato a vivere il lupo. La guida è la giusta compagna di viaggio di chi, affascinato dalle bellezze del parco, voglia approfondirle e conoscerle durante le escursioni. Un altro strumento che va a rimpinguare il già ampio ventaglio di proposte tese a promuovere questa bellissima zona».

La guida del parco, edita da Adda e realizzata interamente (sia nella parte testuale che in quella fotografica), da Antonio Sigismondi, esperto dell’assessorato alla Qualità del territorio, ufficio Osservatorio paesaggio della regione Puglia ha inevitabilmente allegata una cartina con tutti i punti di interesse.
«Mi piaceva l’idea - spiega Sigismondi - che questa fosse una guida alla conoscenza più che alla semplice visita dei luoghi del parco. È un viaggio guidato tra paesaggi e ambienti e habitat di flora e fauna che altrove non troverete mai. È sulla nostra Murgia che si trovano Il falco grillaio e il falco lanario, ad esempio, specie aviarie tra le più numerose e importanti non solo in Italia e in Europa, ma al Mondo. Mi piace dire che l’elemento naturale della Murgia è un grande progetto territoriale senza progettisti».

La particolarità tecnico- scientifica del lavoro realizzato con la guida del parco chiarisce la cornice nella quale si è voluto darle il battesimo: l’Università di Bari e in particolare il consiglio di Interclasse in Scienze della Natura, con il coordinatore Luigi Forte, e con il professore ordinario di Zoologia al dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Giuseppe Corriero. Quindi non soltanto turismo da consumo, ma eccellenze e unicità territoriali in primo piano. Quelle eccellenze e unicità che hanno pian piano trasformato, in questi dieci anni dalla nascita del parco nazionale, la tanto invisa tutela delle biodiversità degli habitat riconosciuti a livello internazionale, in un volano per la crescita delle comunità che nel parco risiedono.

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