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«Chiaròdde e Carnevòle» concorso sui due fantocci

BISCEGLIE - L’associazione culturale “Come una volta”, in collaborazione con la Confcommercio e il comitato BisceglieViva, lancia un concorso finalizzato a rinvigorire le tradizioni del Carnevale biscegliese. Saranno premiate le creazioni artigianali più belle dei fantocci di Chiaròdde e Carnevòle, protagonisti quasi dimenticati che in passato si appendevano ai balconi (nella foto)
«Chiaròdde e Carnevòle» concorso sui due fantocci
BISCEGLIE - L’associazione culturale “Come una volta”, in collaborazione con la Confcommercio e il comitato BisceglieViva, lancia un concorso finalizzato a rinvigorire le tradizioni del Carnevale biscegliese. Saranno premiate le creazioni artigianali più belle dei fantocci di Chiaròdde e Carnevòle, protagonisti quasi dimenticati che in passato si appendevano ai balconi e che ora saranno esposti nelle vetrine degli esercizi commerciali per essere votati dai passanti con apposite cartoline.

La premiazione del concorso, coordinato da Luciano Capurso, si terrà poi martedì 17 febbraio in piazza Vittorio Emanuele II, dove si rivivrà il vecchio funerale di Carnevale, con le donne urlanti e vestite di nero che seguiranno il feretro.
Si entra, dunque, nel vivo del Carnevale, tentando di recuperare antiche tradizioni che si affievoliscono sempre più. Non solo coriandoli, mascherine e dolci “chiacchiere” fritte.

Vi è un desiderio diffuso di riscoprire la storia di questa festa, che peraltro subisce l’interferenza dei riti importati di Halloween. A Bisceglie nel finire del ’600 il vescovo mons. Pompeo Sarnelli, riteneva che il Carnevale era un pericolo, un’insidia per la moralità del popolo ed emanò un editto contro gli abusi carnevaleschi nel quale invitava i fedeli a non oltrepassare il limite dell’onestà e di lasciare “le pazzie che suggerisce il demonio”. Fu inoltre vietato di fare “mascherate” il venerdì e la domenica e nelle altre feste di precetto, di usare abiti ecclesiastici e di entrare con le maschere in conventi e chiese, pena la scomunica.

Ma Bisceglie è la città che sin dall’Ottocento ha dato i natali alla famosa maschera don Pancrazio Cucuzziello, che ebbe molto successo nel teatro napoletano. Nel 1914, un secolo fa, le cronache raccontano dei veglioni carnevaleschi presso il Circolo Indipendente, con paste, liquori e confetti del rinomato caffè Catalano. Anche le scuole erano più impegnate nel celebrare il carnevale, come racconta una fotografia con gli studenti in maschera risalente al 1976, appesa nella segreteria dell’Istituto Tecnico Commerciale “avv. G. Dell’Olio”. Nei più recenti anni '90 si svolgeva un grande corteo di carri allegorici, allestiti nei laboratori terapici della Casa Della Divina Providenza insieme agli “ospiti”. [lu.dec.]

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